Il Prato Verde di Libera

Un’anima multicolore fatta dai ragazzi che amano l’Italia senza Mafia
E’ meravigliosamente verde questo prato di Punta Perotti nel giorno di Libera, della lotta alla Mafia, del ricordo delle vittime della violenza del fuoco, dell’acido, dei coltelli. E’ un battesimo che profuma delle arance e dei taralli prodotti nelle terre e con il grano di Libera Terra, le cooperative nate sui suoli confiscati alla Criminalità organizzata. Michele Emiliano prima di dare il via con Nichi Vendola e Don Luigi Ciotti al corteo, urla felice dal palco: “siete più di centomila”. Quanti siano precisamente non lo sapremo mai, ma dove due anni fa sorgeva ancora l’emblema di ferro e cemento della illegalità collusa con il potere, che altro nome non ha se non Mafia, oggi c’è una terra viva, capace di generare speranze. E la cosa più bella è vedere questo prato calpestato dai ragazzi, dai bambini, che giocano, corrono, prendono un attimo di pausa dopo una notte insonne in treno. Arrivano da ogni parte d’Italia, da Bressanone in provincia di Bolzano, dove la scuola porta il nome di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ma anche da Maddaloni, da Casal di Principe, comune protagonista della Gomorra di Saviano e da Palermo. Poi ci sono i ragazzi del coordinamento Ammazzatecitutti ( www.ammazzatecitutti.org ), non sono calabresi ma di Luino, in provincia di Varese: “oggi siamo solo in trenta ma in tutto siamo in cinquemila, ragazzi da ogni parte d’Italia. Tutto è nato su Internet ma oggi dovevamo essere qui, non potevamo non esserci”.
“Oggi Bari è la capitale del sud”, ha urlato con passione Nichi Vendola dal piccolo palco che ha accolto i ragazzi vogliosi di comunicare la propria presenza, il nome del paese di provenienza e quello della vittima di Mafia adottata e che compone, scritta su una tavoletta di legno, l’Arca di Pace di Piazza Diaz. “Questo è un Mezzogiorno che non accetta di essere raccontato con la monezza, e che esca fuori chi ha giocato con i signori della Morte. Oggi noi lottiamo per la bellezza, per la difesa del nostro paesaggio: questa è la Puglia terra di Libertà per la quale lottava Don Tonino Bello. Ed è meraviglioso vedere i giovani accanto ai padri di coloro che sono morti ammazzati e poi sono stati dimenticati. Oggi quelle morti non sono vane e voi ragazzi avete delle penne fatte di inchiostro di sangue di questi martiri con il quale scrivere un futuro diverso”. Il corteo ha iniziato a muovere i primi passi alle 10.30: in testa i parenti delle vittime di Mafia, 350 circa, il numero più alto mai raggiunto nelle tredici edizioni della manifestazione, con 50 parenti di vittime pugliesi. A dirla tutta in testa al corteo c’erano molti politici nostrani ma i parenti delle vittime hanno chiesto e ottenuto che in primo piano ci fossero loro. A seguire i ragazzi del FLARE e poi i sindaci delle altre città italiane con i gonfaloni (almeno cinquanta), le scuole e le organizzazioni sindacali e politiche.
“Essere qui oggi, partire da questo prato per celebrare le vittime di Mafia, è un segno tangibile che i sogni si possono realizzare” sottolinea Michele Emiliano emozionato e felice, acclamato dai bambini delle scuole. “vanno cancellate dal nostro vocabolario le parole ‘non si può fare’ o ‘è impossibile. Io devo anche ringraziare i genitori di ragazzi come Gaetano Marchitelli e Michele Fazio, le nostre due vittime di Mafia più recenti e giovani: sono stati capaci di trasformare la rabbia in energia, in forza, a trasformare il dolore in amore per Bari, è una lezione quotidiana, per tutti noi. Da domani poi è nelle scuole che questa lotta alla Mafia e l’educazione all’Antimafia continuerà a vivere e generare buoni frutti”.
Intanto il Sindaco dovrà anche pensare a fissare una data utile per l’inaugurazione ufficiale del Parco di Punta Perotti: si parla di quindici giorni, “ma sarà Emiliano a decidere” afferma Simonetta Lorusso, assessore ai lavori Pubblici. Il prato andrà ripulito, ma è già tutto pronto, impianto idrico che riporta alla vita vecchi pozzi presenti in zona e l’impianto di illuminazione: inoltre nelle aree di lavoro dove c’è ancora lo sterrato servono ciuffi d’erba novelli. Ma i baresi dovranno dare prova di Amore Assoluto per questa ala verde protesa verso il mare: un simbolo di legalità quotidiana nel segno perpetuo di Libera.
Commenti
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ragazzi io ero li in mezzo e vi assicuro si respirava un aria di cambiamento….
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Quel prato è il simbolo dell’illegalità come ha sentenziato la Corte Europea di Giustizia e noi cittadini saremo chiamati a pagare i danni ai Matarrese ed agli altri costruttori.
Bella vittoria…come disse Pirro (re dell’Epiro) non Federico!! -
L’illegalità prima è di coloro che hanno costruito senza rispettare le regole, per il privilegio di pochi ricchi a danno di tutta una città. Non ricordate cosa si vedeva quando il “mostro” era in piedi e cosa si vede ora? Sapete che Bari, anche su Google, è nota per lo scempio di punta Perotti e non per il lungomare o altre cose belle che possiede? ma forse a qualcuno va bene così…
L’iniziativa è da plauso, speriamo in un VERO cambiamento.






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