Cesare Battisti, la fiaccolata della rabbia

Commercianti disperati: “Stiamo fallendo”. I residenti: “Nello scavo anche buste d’immondizia”
“Stiamo fallendo, non ce la facciamo più, i nostri negozi sono al collasso. E’ ora che riprendano i lavori, siamo stanchi!”. Non ne possono davvero più i commercianti e i residenti della zona intorno al cantiere di piazza Cesare Battisti. Quello che avrebbe dovuto rappresentare la panacea ai mali del traffico del centro murattiano, da più di due anni costituisce una vera e propria spina nel fianco dei cittadini. E per questo, ieri sera, i cittadini della zona hanno indetto una fiaccolata di protesta, partita da piazza dei Frati Cappuccini e culminata davanti al Comune di Bari.
LA STORIA I lavori di scavo per la realizzazione del parcheggio interrato in piazza Cesare Battisti sono cominciati nel 2005. A bloccarli, la decisione della Procura della Repubblica di Bari di sequestrare la condotta di via Cairoli, che avrebbe dovuto far defluire l’acqua che nei mesi antecedenti aveva allagato il cantiere.
All’inizio del luglio scorso, infatti, l’impresa costruttrice, la Dec, decise di mettere a punto una conduttura per far arrivare in mare l‘acqua che risaliva nella falda e impediva la continuazione dei lavori. Qualche giorno dopo arrivò il parere negativo della Procura di Bari che bloccò tutto e ordinò una consulenza tecnica per comprendere se i due cantieri (quello del parcheggio interrato e quello messo su per far prosciugare la falda acquifera) potevano essere aperti contemporaneamente senza la Via, la Valutazione d’impatto ambientale.
IL DEGRADO E LA RABBIA Intanto la zona che circonda il cantiere è piombata in un degrado senza fine. Spesso, raccontano i cittadini, la mattina si vedono “buste d’immondizia nello scavo”. Per non parlare della pedana di legno che costeggia l’ex Posta Centrale ed arriva in via Garruba. Questa, nonostante il Comune abbia già disposto l’illuminazione, è spesso “teatro di scippi o violenze”. Senza dimenticare gli escrementi che sormontano la pedana o il malodore che “avvelena” il transito dei pedoni.
“Dopo circa tre anni è arrivato il momento che qualcuno ci spieghi il perché di questa situazione – afferma Leonardo Valerio, ottico di via Suppa -. Siamo in ostaggio di un cantiere che sta mettendo a repentaglio i sacrifici di una vita di lavoro”.
“C’è gente come me – continua Valerio – che ha acceso dei mutui e che con il calo brusco delle vendite non sa se potrà ripagarli. Siamo davvero disperati”. Il crollo del fatturato, per tutti gli esercizi commerciali della zona, si aggira intorno al quaranta per cento.
CLASS ACTION Due giorni fa, intanto, l’assessore regionale all’Ecologia Michele Losappio ha incontrato tutti i rappresentanti istituzionali, oltre che la Gestipark, la società che ha in appalto la costruzione parcheggio. Nella riunione, lo stesso Losappio ha ribadito che entro 15 giorni si deciderà sulla Via, anche se al momento manca il parere vincolante della Provincia. Ma a prescindere da questo esame, se non arriverà l’ok della Procura il cantiere non si riaprirà. Per questo i commercianti e residenti sono pronti ad avvalersi della class action, il nuovo strumento giuridico approvato dal governo uscente e che potrebbe essere utilizzato dai cittadini, che potrebbero così decidere di assumere un provvedimento contro la Dec: “Questo strumento giuridico – dichiara Stefano Milano a nome del comitato di cittadini nella zona – sarà in vigore a partire da giugno, e se entro questa data non arriveranno buone notizie sul riavvio dei lavori, abbiamo intenzione di usufruire di questa possibilità legislativa per vedere riconosciuti i nostri diritti”.
MOBILITAZIONE Durante il corteo, commercianti e residenti hanno manifestato la loro rabbia contro gli assessori presenti (Cinzia Capano per il Comune e Michele Losappio per la Regione) che hanno ricordato come ci sia un “provvedimento della Procura che al momento impedisce di poter riavviare i lavori e che la situazione si dovrà sbloccare sempre nel rispetto delle leggi”. Ma le azioni di mobilitazione dei cittadini non finiscono qui. “Se ci fanno arrivare alla esasperazione – afferma Fabio Caradonna, gestore del Bar Vittoria di via Quintino Sella – scenderemo in strada di mattina e la occuperemo, siamo stanchi di questa storia”.
Commenti
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Magari le stesse persone che ora (giustamente, sia chiaro) si lamentano sono gli stessi che hanno votato Di Cagno Abbrescia, il vero responsabile di questo scempio. Anche i bambini sanno che nel centro urbano di scavando si trova la falda.
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e sarà da ridere quando inizieranno i lavori per il parcheggio di corso Cavour..troveranno il mare!!! GRAZIE SIMEONE!!! e ai baresi che ti votano!
e comunque grande solidarietà a chi è in difficoltà -
Chi ha inaugurato i lavori in pompa magna è stato Emiliano.
Lo scempio, se c’è, è imputabile a chi non ha sorvegliato il cantiere.
Il Comune non ha il coraggio di denunciare il p.m. che sta causando alla cittadinanza danni molto maggiori di quelli che vuole perseguire. -
Ma cosa dici, cosa cianci signor Rastaman, basta con la mistificazione dei ruoli e delle responsabilità. Ieri è stato un bel quadretto vedere i politici PD e PDL tutti insieme appassionatamente a protestare per prendere il c…la gente e chi disperato sta fallendo.L’onestà della gente perbene e non schierata grida a gran voce che il problema della falda non esiste con la tecnologia moderna occorreva solo una progettazione SERIA !
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Che c’entra che ha inaugurato emiliano, i lavori sono cominciati che era lui il sindaco. Il problema è che adesso grazie a simeone ci troviamo in una situazione in cui bisogna farlo per forza il parcheggio anche senza VIA perchè la penale da pagare è troppo alta…GRAZIE SIMEONE E AI BARSEI CHE TI VOTANO!!!!
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L’idea geniale dei tre parcheggi interrati è della giunta Di Cagno Abbrescia. Fatto quello del Policlinico (sarebbe interessante sapere quante auto ci parcheggiano), si è provato a fare quello di Piazza Battisti con i risultati che vediamo e spero che non si pensi nemmeno di fare quello sotto il Petruzzelli. Ma i lavori andavano fatti.. chissà perchè, e questi sono i risultati. Grazie Di Cagno, grazie Aziendabari!!
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Poi quando l’avvocato di Di Cagno, al secolo Aziendabari, vorrà spiegarci il destino dei varchi con telecamera fatti installare in tutto il centro e mai entrati in funzione. Anche li è un complotto dei marziani contro Di Cagno o si tratta di soldi (dei contribuenti) buttati.. chissà perchè?
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I parcheggi sono una buona cosa e sono utilissimi per il quartiere.Emiliano, che ora scinde le responsabilità, si affrettò ad iniziare i lavori e ad inaugurarli sprizzando gioia da tutte le telecamere.
Poi si è dimenticato di sorvegliare il cantiere e non si è schierato con i cittadini per non affrontare quel p.m. che sta provocando problemi e danni a tutta la città. L’amministrazione doveva citarlo per danni ma non lo ha fatto. -
ma certo che aziendabari non conosce la vergogna… dopo i parcheggi, l’unieuro autorizzato a costruire (con l’impresa del figlio) insieme alle ferrovie, le spiaggie fatte sull’amianto ha ancora il coraggio di dare colpe ad emiliano e non a di cagno… ma per favore…






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