Strage alla Truck Center: Nichi Vendola contro i cannibali
Parole durissime verso coloro che hanno strumentalizzato le cinque morti bianchedi Molfetta
“Vogliamo far parlare i fatti e vogliamo darvi un racconto documentabile di come sono andate le cose per rispondere alle polemiche bestiali dopo le morti della Truck Center”. Nichi Vendola è serissimo ma ancora molto scosso dalle vicende delle ultime 48 ore: cinque morti senza un plausibile perché e l’accusa infamante giunta dal centrodestra pugliese (e da alcuni organi di stampa) di non aver fatto abbastanza per salvare almeno Michele Tasca, il ragazzo deceduto a Monopoli, unico estratto vivo dalla cisterna della morte.
Giuseppe Lonardelli, direttore sanitario della ASL Ba, ha spiegato ieri sera ai giornalisti la dinamica dei soccorsi: “alle 15.39 di lunedì 3 marzo è giunta la prima telefonata al 118, una chiamata confusa, che parlava di un uomo caduto in una cisterna nella zona industriale di Molfetta. Alle 16.00 è partita la prima ambulanza, e poi ne sono partite altre quattro tra le 16.01 alle 16.39. Quella che ha preso in carico Michele è partita alle 16.23 da Molfetta ed ha prelevato il ragazzo alle 16.58, dopo che i Vigili del Fuoco lo hanno estratto dalla cisterna e alle 17.11 è giunto all’Ospedale di Molfetta, dove è stato intubato, ossigenato e stabilizzato, un’operazione necessaria. Alle 17.20 è partito verso Terlizzi, dove è giunto alle 18.10 per effettuare la TAC e alle 19.10 il paziente è stato trasferito a Monopoli scortato dai Carabinieri, dove è giunto alle 20”. Dalla Tac si è visto che non c’erano lesioni interne e che non vi erano problemi che necessitavano di approccio ultra specialistico: di qui la scelta di trasportare Michele a Monopoli, dove c’era la tranquillità di una rianimazione pronta ad accoglierlo. Il ragazzo però non è riuscito a superare la notte: alle 2.25 il primo arresto cardiaco e poi una serie di sofferenze fino all’ultimo letale stop del cuore delle 5.30 e la morte clinica alle 6.05. L’autopsia chiarirà se è deceduto per anossia prolungata o tossicità diretta, ma per salvare questa vita è stato fatto tutto il possibile. Unico neo nei soccorsi la TAC di Molfetta, fuori uso per fermo tecnico, cosa che era già stata dichiarata nella mattinata: secondo i responsabili sanitari Michele ha avuto la sua TAC nei tempi corretti, visto che servono nei grandi ospedali in casi di urgenza almeno 20 minuti per essere sottoposti a questo esame, tra effetto di liquido di contrasto e preparazione dell’equipe. “Abbiamo quattro tac attive su Bari Nord” ha affermato Lonardelli, “e quella di Corato è in stato avanzato di collaudo per la messa in funzione”.
Precisate le dinamiche dei soccorsi, Domenico Lagravinese, direttore del dipartimento di prevenzione della ASL Ba, ha chiarito secondo le informazioni in suo possesso, il tipo di autorizzazioni che aveva la Truck Service: “L’azienda era autorizzata a svolgere attività di rimessaggio e autolavaggio, la verifica preventiva è stata fatta ad inizio 2007, una verifica strutturale ed igienico-sanitaria”. Quindi il lavaggio industriale, la rimozione di residui tossici dalle cisterne, non erano compresi nell’autorizzazione della ASL, ma non è escluso che la Truck Service avesse avanzato richiesta anche per operare in tal senso e che l’iter dei controlli per questa autorizzazione non fosse ancora iniziato. La verità però può giungere dalle carte sequestrate dalla Procura della Repubblica di Trani per l’indagine guidata dal PM Giuseppe Maralfa.
“Ho vissuto 48 ore a stretto contatto con i parenti delle vittime della tragedia di Molfetta, per occuparmi di loro”, spiega con emozione Nichi Vendola, “Abbiamo approvato una delibera che stanzia 80 mila euro come primo aiuto economico, ma mi sono impegnato personalmente a trovare un lavoro a chi per necessità deve sostituire in queste famiglie straziate dal dolore l’unica fonte di reddito rappresentata da coloro che non ci sono più. Io spero che queste carte siano la pietra tombale per tutti quei cannibali dell’informazione, per coloro che si sono nutriti della carne dei morti in questa campagna elettorale inquinata da tutto”.
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