Sparatoria Spano, arrestate otto persone

Antonio Scotti

Tutti i fermati appartengono al clan Striscuglio e Sedicina. Prende quota la pista della faida interfamiliare

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Il 23 dicembre scorso Michele Spano, venditore ambulante di pesce, venne ferito da un gruppo di killer con alcuni colpi d’arma da fuoco. A poco meno di tre mesi dall’accaduto, gli agenti di polizia della questura di Bari hanno arrestato, stamattina, otto persone appartenenti a gruppi criminali che fanno capo alle famiglie Sedicina e Strisciuglio.

Secondo gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Francesca Romana Pirrelli, la sparatoria è legata a relazioni incrinate tra i due gruppi malavitosi. Michele Spano, infatti, è il fratellastro di Damiano e Luigi Spano, considerati dalle forze dell’ordine vicini al clan degli Striscuglio. La sera del 23 dicembre scorso, Michele Spano stava vendendo pesce in una delle bancarelle che affollano il mercato della Manifattura Tabacchi, in via Nicolai. Ad un certo punto un gruppo di persone lo circondarono e gli spararono una decina di proiettili calibro 9: uno di questi gli perforò la spalla rompendogli una costola.

Il provvedimento di cattura è stato emesso dal gip Anna Polemio, su richiesta del pubblico ministero Francesca Romana Pirrelli. L’esecuzione materiale del tentato omicidio si presume fosse stata affidata a Vincenzo Sedicina, 61 anni, e al figlio Nicola di 23 anni. Maria Sedicina, nipote di Vincenzo, è accusata di concorso morale nel tentato omicidio. Altri due esponenti dello stesso gruppo, Nicola Angelini, 41 anni, e Caterina Stramaglia, 38 anni, sono accusati di favoreggiamento.

Dello stesso reato devono rispondere i tre presunti componenti del clan Strisciuglio Marino Catacchio, 31 anni, Nicola Moramarco, 29 anni, e Luigi Spano, 34 anni.

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