Una vita spesa per le donne

Chiara Divella

Deceduta a Roma, all’età di 82 anni, Tina Lagostena Bassi

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È morta ieri a Roma, all’età di 82 anni, Augusta Lagostena Bassi, da tutti conosciuta come Tina. Legale storico in processi per stupro in cui assisteva donne vittime di abusi (tra cui quello contro gli autori del massacro del Circeo), Tina era una donna, prima che un avvocato. Una donna che ha vissuto la difficoltà di essere tale in un mondo di uomini, ma che non ha mai rinunciato alla sua identità, alla lotta e alla forza della parola.

Una parola scomoda, dura, a tratti cruda, quella con cui condannava la violenza sessuale subita dalle sue assistite, rompendo un muro di conformismo e di silenzio che soffocava non solo i tribunali italiani ma anche la società. E che aveva i volti e il ghigno di quegli uomini, giudici e padri di famiglia, che gettavano addosso alle vittime di stupro la colpa di essere delle adescatrici, delle prostitute.
Chiunque abbia visto il famoso non può dimenticare quelle espressioni, quel linguaggio maschile contro cui Tina si scaglia, quel lessico osceno che dietro i termini latini legittima la violenza e il potere sessuale dell’uomo. Un vero pugno nello stomaco, un abuso morale che si va ad aggiungere a quello fisico, una presa di coscienza della realtà dell’epoca per chi, fortunatamente, oggi da per scontato la gravità del reato di stupro. Parola, questa, introdotta dalla stessa Tina, che fu tra le fondatrici del Telefono Rosa, oltre a ricoprire incarichi istituzionali come quello di Presidente della Commissione nazionale Pari opportunità, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Se oggi c’è una massiccia presenza femminile nei tribunali, se è lo stupratore ad essere pregiudizialmente colpevole, se nessuno mette più in dubbio la credibilità della donna, lo dobbiamo anche e soprattutto a Tina. Alla sua forza, al suo coraggio di rovesciare i valori, di farsi portavoce di un nuovo modo di essere donna dentro i luoghi maschili. Dentro e fuori un tribunale. Dentro e fuori una società nella quale la memoria ha un senso se siamo noi donne a tramandarci la bellezza l’ambizione dell’essere tali. Grazie Tina!

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