Dieci anni di Storia d’Italia

Antonella Ardito

Scrittori, artisti e protagonisti di un tempo che ha cambiato le sorti del nostro Paese

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Parlare del ‘68 e di tutto il decennio che ne è venuto dopo senza inutili (e a volte dannose) malinconie ma con lo voglia di analizzare il passato per capire il presente. Questo lo spirito della serie di manifestazioni che a partire dall’8 marzo la Fondazione di Vagno in collaborazione con la Regione Puglia, il TPP e la Facoltà di Scienze Politiche ha promosso per una riflessione partecipata a quarant’anni dalle prime lotte studentesche che hanno cambiato il volto politico e sociale del paese.
“Vogliamo recuperare i valori della storia” spiega Gianvito Mastroleo, presidente della Fondazione dedicata al deputato socialista vittima della violenza fascista negli anni ’20 del ‘900. “Iniziamo dal giorno della Festa della Donna con una discussione sul ruolo che le donne in quegli anni hanno assunto, sul tipo di lotta, sul senso delle battaglie fatte, poi fino a novembre, dove daremo grande spazio all’analisi della figura di Aldo Moro anche con uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Sardegna e firmato da Corrado Augias, il nostro intento è quello di lavorare sulla Costituzione, sulla trasformazione del sistema italiano, con la Riforma del Titolo V e poi lo statuto dei Lavoratori. Eventi e cambiamenti sui quali si fonda il nostro presente. Sono stati anni bui, difficili, ma speciali e carichi di significato, e solo conoscendoli meglio, mettendo a confronto le esperienze di vita più diverse”.

L’intento della Fondazione è quello di offrire diverse tipologie di “presenza sul territorio” anche attraverso l’arte, la musica e la cultura: “saremo a Conversano, Bari e Mola di Bari, luoghi dove Giuseppe Di Vagno è nato, cresciuto politicamente e poi è morto, con momenti diversi, usando vari linguaggi, attivandoci anche attraverso i canali più vicini ai giovani come può essere la rete (vedi www.fondazione.divagno.it ). Abbiamo ottimi rapporti con le scuole, soprattutto nei centri piccoli, ma noi speriamo di interessare quanta più gente e portarla un attimo a fermarsi e riflettere su quello che è stato il ’68 e i dieci anni che lo hanno seguito”.

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