Nanni Moretti: a Bari per lui un Caos Calmo

Angela Ragone

“Esistono ancora cinema così, sono splendidi” ha commentato l’inventore dei girotondi nel Piccolo di Santo Spirito

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“Pellicole a colloquio” non cessa di stupire e venerdì sera Angelo Ceglie e Silvio Maselli hanno portato a Bari il regista Antonello Grimaldi, il produttore Domenico Procacci e il regista/attore Nanni Moretti. Al Kursaal Santalucia, con qualche posticipazione sull’orario, l’incontro è cominciato con una domanda a bruciapelo al regista Grimaldi, su come fosse stato per lui dirigere un regista. Domanda a cui è arrivata altrettanto prontamente la risposta per cui è forse più facile che dirigere un attore in quanto, “e questo è vero per Moretti in particolar modo”, c’è una consapevolezza del ruolo a 360 gradi proprio perché diversa forse anche la forma mentis con cui lo si interpreta. Di fronte ad una sala gremita sono poi continuate le domande del moderatore e del pubblico anche al produttore Procacci che invitato a dire “cosa avrebbe cambiato, tornando indietro, del film e delle scelte fatte”, ha risposto che “sicuramente rifarebbe lo stesso percorso scelto evitando forse qualche polemica di troppo”.

Sono poi continuate numerose le curiosità dei presenti in sala, concentrandosi soprattutto sulle eventuali differenze fra film e libro di Sandro Veronesi, da cui è tratta la sceneggiatura. Curiosità a cui ha risposto lo stesso Moretti – fra l’altro uno degli sceneggiatori – rivelando a chi non avesse letto il romanzo, che nel film “ci si concentra maggiormente sul concetto dell’attesa, della pausa, dell’uomo di successo – un manager- che di fronte ad un evento catastrofico si ferma a riflettere e arriva a conoscere meglio un mondo che non riguarda solo sua figlia, ma soprattutto tutta una realtà d cui prima non era a conoscenza”. Nel libro, continua poi il regista, “è maggiormente presente concetto di lutto e c’è meno spazio ai sorrisi, diversamente a quanto si vede nel film”.
E fra complimenti sinceri di un pubblico certo affezionato a un regista autoriale, come è stato apertamente definito in sala Nanni Moretti che ha avuto ottimo riscontro anche come interprete di un ruolo così complesso, lentamente la discussione si è sganciata dalla tematica del film arrivando a una polemica forse molto cara a buona parte del pubblico di oggi.

È stato chiesto proprio a Moretti cosa ne pensasse del cinema italiano moderno e se si possa ancora parlare di cinema d’autore in un momento in cui l’interesse commerciale sembra trainare il resto. Senza lesinare il suo parere, Moretti ha risposto “semplicemente facendo qualche nome, come quello di Giorni e nuvole, il film di Soldini uscito a ottobre nelle sale che è un esempio eccezionale di come, nonostante pronostici e bilanci più o meno validi di giornali che si interessano di cinema, il pubblico stesso – che non ha sempre ragione come in questo caso – abbia premiato un film davvero ben girato come quello. Un esempio di come appunto non sempre quello che si dice del cinema italiano corrisponde a verità, soprattutto quando si punta l’attenzione su alcuni film piuttosto che su altri, guardando il peggio e tralasciando il meglio”.
Pubblico che in questo caso ha premiato anche il film di Grimaldi vista l’affluenza non solo in sala ieri per l’incontro con regista, produttore e attore, ma anche quella registratasi nei cinema alla proiezione del film “Caos calmo”, presente in più di una sala da ormai molti giorni e che al di là delle polemiche di cui ha parlato lo stesso produttore, ha tuttavia incontrato il favore di molti, critica compresa.

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