I prof a lezione dalla Bosch
150 ore dedicate alla conoscenza sul campo delle nuove tecnologie dell’automazione
La scuola incontra l’impresa a Bari, e questo accade in modo innovativo e con ottime ricadute sui protagonisti dello sviluppo, quelle giovani generazioni oggi strette nei banchi e chiamate domani ad essere motore del mondo del lavoro. Alla Bosch di Bari per tre mesi dieci docenti degli istituti tecnici industriali della Provincia hanno affiancato i tecnici e responsabili di linea che lavorano sulle macchine di ultima generazione dell’azienda tedesca leader nella produzione di pompe ad iniezione. 150 ore di applicazione diretta per i docenti, pronti a trasferire le competenze apprese in azienda ai ragazzi, e tenerli così aggiornati sulle innovazioni delle macchine industriali.
“E’ un progetto nato dalla pressante richiesta dei professori degli istituti tecnici-industriali all’Ufficio Scolastico Regionale” spiega Oronzo Marzulli, direttore delle Risorse Umane alla Bosch di Bari, “i quali hanno espresso la difficoltà di non saper spiegare ai ragazzi come muoversi sulle macchine di ultima generazione. E’ un programma sperimentale, il primo in Italia, che si aggiunge alle altre iniziative dell’azienda sul territorio: da sei anni a questa parte l’Istituto Marconi fornisce dieci ragazzi prima del Diploma affinché possano fare esperienza in azienda e conseguire il TGA, un diploma a carattere tecnico-pratico importante per lavorare. Poi 5, 6 di loro a seconda delle esigenze della Bosch vengono assunti a tempo indeterminato”.
A Bari, per consegnare gli attestati di partecipazione ai docenti baresi è giunto il direttore amministrativo di Bosch Italia Dieter Wohlfarth: “Come azienda abbiamo progetti simili in Germania e a Cardiff” spiega in un perfetto italiano, “ma qui a Bari è da sottolineare il contatto stretto tra docenti e realtà industriale, anche se l’ideale è trovare un’intesa con le altre realtà produttive del territorio (Getrag, Magneti Marelli ndr) e ampliare questa interazione tra scuola e lavoro”. “E’ una istanza che abbiamo già fatto presente a Confindustria”, spiega Marzulli, “perché solo operando insieme si migliorano le cose: ad esempio servirebbe un asilo nido per le operaie, ma da solo, come Bosch, non posso farlo”. Un appello accorato a fare sistema, per una crescita non solo dei fatturati ma anche delle ricadute positive sul territorio. Ma sul piano strettamente industriale Bosch è pronta a lanciare nuove sfide per il futuro: “il contratto di programma è scaduto nel 2006, ma con la Regione Puglia abbiamo siglato un nuovo contratto di localizzazione” spiega Oronzo Marzulli. “|A dicembre parte la nuova linea per la produzione di motori common rail di ultima generazione e abbiamo trovato l’intesa con i sindacati per i 18 turni. Qui a Bari abbiamo 2.350 operai assunti a tempo indeterminato, più cinquanta interinali durante la settimana e altri 100 nei week end, senza dimenticare i 150 assunti nel centro di ricerca e sviluppo, ma c’è ancora tanto da poter fare”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito