Università e Confapi: accordo multiplo per lo sviluppo
Parte a pieno titolo anche il distretto produttivo dell’energia rinnovabile
I distretti produttivi si studiano all’Università, e l’Ateneo Barese ha tutta la ferma intenzione di non restare a guardare il mondo che cambia e di rendersi protagonista: per questo cresce e si fortifica la sfera di accordi firmati da Corrado Petrocelli per tenere vivo il dialogo tra il mondo del sapere e quello del fare. Dopo l’accordo con l’ANCI e Confindustria ieri il Rettore ha firmato un protocollo d’intesa con il presidente della Confapi di Bari Erasmo Antro: punti chiave dell’accordo la volontà di trovare spazi per i ricercatori baresi nelle PMI del territorio e studiare metodologie nuove per garantire uno sviluppo armonioso, ma anche la possibilità di prendere in corsa il treno dei finanziamenti Europei 2007/2013. Su questo punto Mimmo Lomelo, assessore regionale per il diritto allo studio, è stato categorico: “i migliori arrivano in Europa, e senza un sapere forte, un metodo per vincere i finanziamenti, non si va da nessuna parte”.
“Salvaguardiamo le specificità” ha chiosato Petrocelli, “ma non dobbiamo togliere la possibilità alle Università Pugliesi di fare rete. Definiti questi elementi bisogna guardare al mondo produttivo e finanziario, ma tutti sappiamo bene che non c’è innovazione senza ricerca e nei distretti produttivi noi entriamo come supporto” .
Ieri infatti oltre all’accordo con CONFAPI il rettore ha firmato un intesa con l’AICAI, l’agenzia camerale per i servizi alle imprese, che prevede l’istituzione del Distretto produttivo dell’Idrogeno e delle Energie Rinnovabili. “Vogliamo educare le istituzioni, razionalizzare le risorse, creare reti di promozione di risparmio energetico e utilizzare le biomasse”spiega Carlo Martino, presidente dell’AICAI. “Abbiamo 100 imprese comprese tra l’agricoltura, l’industria e i servizi che hanno aderito al distretto che è già realtà” spiega Riccardo Figliolia, segretario di Confai, “con interessi che vanno oltre la Puglia, di aziende laziali, ma soprtattuto Albanesi e Montenegrine che vogliono investire da noi e che sanno quanto è necessario preservare l’Ambiente”. Già dal 2004 questo orientamento che poi è diventato legge ha visto la creazione sull’Alta Murgia di un parco delle biomasse. Ora è il momento di incasellare meglio l’impegno delle realtà imprenditoriali verso un utilizzo dei pannelli solari, del risparmio delle acque per la lavorazione, del recupero degli scarti industriali.
“Abbiamo ancora tanto da fare” spiega Francesco Cosentini di Coldiretti Bari: “l’uso dei pannelli solari da noi si attesta in crescita del 2-3%, in Germania sono già al 40%. Per noi agricoltori un ambiente pulito è la base del lavoro, ma credo che sia interesse di tutti gli imprenditori garantire la salubrità dell’aria che poi è di tutti”. Il protocollo è stato firmato anche dal Politecnico di Bari: tra i primi step del distretto c’è la conversione dell’approvvigionamento energetico per far funzionare le aziende, con un occhio particolare verso l’idrogeno. Al mondo universitario tocca garantire esperti in materia e studiare il modo per farli entrare a pieno titolo nelle aziende.
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