Nessuna candidatura, Nichi Vendola resta in Puglia

Stefania Losito

“Scendo in campo comunque e vi chiedo di votare la Sinistra Arcobaleno”

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Nichi Vendola resta il presidente della Regione Puglia e rinuncia alla candidatura in Parlamento per la Sinistra Arcobaleno. La decisione (già ufficiosamente trapelata in questi giorni) durante la presentazione della campagna elettorale della coalizione che riunisce Rifondazione, Pdci, Verdi e Sd. E il presidente ha voluto spiegare le ragioni della scelta puntando soprattutto sulla sua coerenza “non evocata ma praticata”. Nessuna ‘intimidazione’, dunque, gli sarebbe giunta dal Partito democratico, come si era insinuato in un primo momento. “Non ho subito alcun ‘diktat’ dal Partito democratico. Che il Pd abbia a volte la cattiva abitudine di pensare di poter governare se stesso e gli altri è un conto, ma in questo caso non può governare la mia testa. Non mi faccio mettere la museruola da nessuno, sono un militante di sinistra e mi sento dalla parte degli ultimi”.

La decisione di rinunciare a uno scranno in Parlamento è stata frutto della correttezza nei confronti degli elettori che lo avrebbero votato. “Se mi fossi candidato avrei chiesto voti per me – ha spiegato – nella consapevolezza che il giorno dopo mi sarei dimesso per restare in Puglia”. E ha incalzato: “Non voglio dare adito a speculazioni che facciano pensare a una mia fuga dal mandato a presidente. Io voglio stare in Puglia”.

Eppure malumori si sarebbero già verificati in Giunta, dove sei degli assessori di Vendola (in primis il suo vice Frisullo) appartengono a quel Partito democratico da cui la Sinistra Arcobaleno si guarda bene. Ma il presidente assicura che i rapporti in Giunta sono buoni, “se ci saranno fibrillazioni le affronteremo. Io, quando si tratta di governare, cerco di essere il più attento alle ragioni di tutti”.

L’assenza di Vendola dalle liste del Parlamento non vuol dire che la coalizione dell’Arcobaleno non sarà sostenuta fino in fondo dalle sue battaglie. Dalla Puglia s’impegnerà molto più a fondo: “Il fatto di non scendere in prima persona, non vuol dire che non chiederò voti perché diventi forte la ragione di chi è stato cancellato dalla contesa politica nonostante viva nel mondo del lavoro, delle povertà, delle periferie: chiedo un voto per il simbolo delle nuove generazioni”.

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Commenti

  • rasta_man (utente non verificato)

    Fitto aveva pronta una dichiarazione contro Vendola nel caso si fosse candidato e una dichiarazione contro Vendola nel caso non si fosse candidato. Come diceva Toto’? “A prescindere”.
    Bella faccia tosta Fitto. La “Puglia prima di tutto”, poi, sconfitto da Vendola, per non fare il consigliere regionale “qualunque”, senza potere, ha mollato la sua “Puglia prima di tutto” andando a fare l’onorevole a Roma.

  • frickettone1969 (utente non verificato)

    cara amici di barilive,
    la cosa da elogiare è la coerenza nelle cose, se sei stato eletto presidente della regione puglia è bene che si faccia il lavoro di presidente, se sei stato eletto consigliere della regione devi fare il consigliere. In pratica ognuno deve fare il proprio lavoro fino in fondo, perciò buon lavoro a Vendola “Presidente della Regione Puglia” continui il suo lavoro per migliorare la nostra bella Regione.
    saluti, baci ed abbracci ai piccoli
    Frickettone