Immaginazione e curiosità: a tu per tu con il moto perpetuo
Lezioni di Fisica con uno dei protagonisti del No a Papa Benedetto in Sapienza
“Capire la fisica non vuol dire conoscere i problemi in ogni settore della fisica. Vuol dire, piuttosto usare forme razionali di pensiero per risolvere problemi sempre più generali della conoscenza del mondo”. Ottima introduzione per presentare, presso la libreria Laterza, il nuovo libro di Carlo Bernardini “Prima lezione di fisica”, edito della stessa casa editrice. Dopo “Contare e raccontare” insieme a Tullio De Mauro, l’autore ripropone la sua vena divulgativa, polemica ed ironica. Un libro dal linguaggio semplice che soddisfa i filosofi più esigenti e stuzzica la curiosità dei non addetti. “Unisce rigore scientifico ed informatico. Bernardini ha una grande capacità nel raccontare la fisica” commenta Edoardo Altomare, giornalista del Corriere del Mezzogiorno. Dello stesso parere è Augusto Garuccio, pro Rettore dell’Università degli studi di Bari, che sottolinea come il libro guardi con estrema attenzione verso gli under 30. Argomento che solletica Bernardini: “Insegnare la fisica, una disciplina di notevole complessità, implica una capacità che io considero un’arte. Il rapporto con gli studenti è fondamentale”. Poi aggiunge una piccola polemica politica: “Prima del ’68 il dialogo con i professori era straordinario, eravamo una famiglia. Il movimento sessantottino ha introdotto la cafoneria studentesca”.
Cosa manca allora ai giovani di oggi?
Bernardini combatte contro le giustificazioni a posteriori degli errori scientifici, contro una tradizione culturale che predilige strutture deduttive piuttosto che induttive, contro l’indottrinamento fin dall’infanzia. Di qui comincia il dibattito che mette da parte il tema dell’incontro.
Protagonista e firmatario della lettera dei professori della Sapienza per protestare contro l’invito del Papa per l’inaugurazione dell’anno accademico, Bernardini parla di ragioni pedagogiche e di mancato aggiornamento della chiesa. “Chi è laico non prevede la predicazione. Mi interessa poco dichiararmi laico, piuttosto anticlericale. Trovo banale indottrinare i giovanissimi. Il catechismo è come un virus dei computer. Il fatto che nella religione cattolica “delitto” e “peccato” non siano sinonimi è l’unica soddisfazione decente”.
L’autore si allontana dal senso comune, dalle fantasie popolari e predilige la curiosità, il linguaggio semplice e la capacità di farsi capire. L’universo diventa così alla portata di tutti.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito