Un manifesto val bene una messa

Il Petruzzelli “sporcato” dalla caccia agli spazi elettorali
La campagna elettorale è partita. E con essa la battaglia dei manifesti elettorali. Si badi bene, in questo caso non ci sono schieramenti da difendere o sostenere. Dall’una, così come dall’altra parte, è guerra vera. Senza esclusione di colpi. E così accade che ovunque si possa immettere un 6×3, i cosiddetti manifesti giganti, i partiti non si facciano sfuggire l’occasione per attaccare il proprio vessillo. Sempre un’ora, un minuto, anche un secondo prima che lo facciano altri avversari.
Un esempio? Il Teatro Petruzzelli.
Mentre in piazza Ferrarese il cronometro che segna i minuti all’incontrario procede inesorabile, il cantiere è attorniato da una riproduzione grafica del politeama. Un disegno che in tutti e quattro i lati lascia campo all’acquisto di spazi pubblicitari. Occasione troppo ghiotta per i competitor politici. E così, ieri mattina, è apparso puntualmente il manifesto. Quello della Pdl che invita l’ Italia a rialzarsi. Non solo sulla facciata, ma anche sul lato di via Cognetti. Arrivati in corso Cavour, alcuni turisti svedesi in compagnia di alcuni amici napoletani, ci fermano davanti al Teatro e in maniera incredula domandano: “Ma il Petruzzelli è stato acquistato da Berlusconi?” Non è stato facile far capire che il teatro è di proprietà comunale, e che feroci leggi “dell’apparire” unite a politiche di marketing ossessivo, hanno trasformato il cantiere in un contenitore. Per il momento buono solo per il nolo di spazi pubblicitari. Insomma nulla che abbia a che fare con l’espansione economica dell’ ex Presidente del Consiglio.
Intanto oggi l’ufficio affissioni è in tilt. Chi vuole acquistare uno spazio pubblicitario in città lo potrà fare presumibilmente dopo la campagna elettorale. Al momento trasformata in una lotta senza quartiere, o meglio in una conquista fino all’ultimo quartiere tra Pd e Pdl. Una sfida a due, che lascia in subordine chi, in maniera ingenua, sembra essere considerato ai margini del consenso. Ma a prescindere da considerazioni politologiche, il vero auspicio è che durante questa campagna elettorale la città non si trasformi ancora una volta in un muro indifeso.
Terrazzi, colonnati, ora anche teatri. Davvero un bombardamento ottico, che stride con la volontà di molti di voler ritrovare una politica dai toni meno urlati, e soprattutto meno ostentati. E se Veltroni ci invita “a non ritornare nel caos”, per favore, incominciamo da questa campagna elettorale.
Commenti
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E’davvero troppo. Questo non è feroce cannibalismo da campagna elettorale, ma solo cattivo gusto. Che vergogna…
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…un sogno: chiudiamo gli occhi e sognamo una campagna elettorale senza manifesti, senza tv spazzatura, senza sondaggi ma solo con il confronto dei programmi e delle idee…chissà quale sarebbe la fine…ma apriamo gli occhi e giriamoli dall’altra parte perchè questi ci rovinano pure il piacere di guardare un teatro, un bel palazzo, una bella piazza….
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povera italia ma dove andremo a finire???
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ma perchè devono sempre sporcare la città?
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come mai proprio VOI hanno fermato questi turisti svedesi?…
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Il Berlusca dovrebbe far rialzare l’Italia??? Intanto ha deturpato un monumento nazionale! Vergogna!






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