Scuola, i precari verso le elezioni: “Vogliamo più certezze”

Antonio Scotti

Maria Rita Gadaleta: “Il governo Prodi ha tutelato solo gli insegnanti del nord”

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Chiunque vincerà le elezioni s’impegni "a risolvere il problema della precarietà". Dal mondo della scuola arriva un sussulto. A pronunciarlo è Maria Rita Gadaleta, docente di sostegno a tempo determinato nonchè storico componente del Comitato Insegnanti Precari. Pesante il giudizio sull’operato del ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni: “Il governo Prodi ha dato certezze solo agli insegnanti precari del nord, le immissioni del piano triennale dello scorso anno hanno quasi completamente esaurito le graduatorie dell’Italia settentrionale rispedendo al sud i precari meridionali come insegnanti indesiderati”.
Gli stessi che non nutrono molta fiducia nei confronti di un probabile governo targato Silvio Berlusconi. E che in questo momento  si lanciano anche in una proporzione rispetto al totoministri: “Formigoni sta a Berlusconi come Fioroni sta a Veltroni”.
“Entrambi – continua Gadaleta – hanno favorito in questi anni una politica di tagli a danno della scuola pubblica soprattutto a carico degli insegnanti di sostegno, degli alunni disabili e delle loro famiglie in un crescendo esponenziale di vite precarie che si sommano e che ‘ ormai al limite della sopportazione”.

Del resto ciò che angoscia gli insegnati precari sono i tagli previsti dal ministero al personale scolastico. Situazione che diventa ancora più pesante soprattutto per quel che riguarda il sostegno ai diversamenti abili: “Dopo sette anni di servizio rischio di non avere la nomina annuale e come me centinaia di colleghi che condividono, loro malgrado, la stessa sorte – afferma Gadaleta -. Le immissioni previste non copriranno il fabbisogno e nella scuola superiore arriveranno le briciole in quanto l’organico di diritto del sostegno non viene riconsiderato da tempo”.
Un appello lo lanciano alla Sinistra Arcobaleno, la lista dove stanno confluendo le anime della sinistra antagonista (Rifondazione, Comunisti Italia,a Verdi e Sinistra Democratica): “I lavoratori precari hanno necessità di una rivendicazione sindacale del tutto diversa dal passato, che non abbandonando l’obiettivo più impegnativo di eliminare la precarietà, affronti giorno per giorno le questioni più urgenti, i bisogni immediati offrendo delle sponde solide e concrete a chi vive nell’incertezza continua”.
Ma se dopo l’elezioni tutto ritornerà ad essere incerto e confuso, i precari promettono di entrare nell’arena politica. Come? “Creando liste civiche dei precari, in fondo oltre il posto di lavoro cosa abbiamo altro da perdere”.

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