Le trame e gli orditi dei Fabularasa
Tra Mediterraneo e jazz con “En plein air”, il primo album del quartetto
Per dare vita a "En plein air", il loro primo album, i baresi "Fabularasa" hanno impiegato tre anni ma, se i risultati continuano ad essere quelli che giornali e negozi stanno registrando, l’attesa è stata davvero ben investita. Quattro anni fa, Luca Basso – parole, Giuseppe Berlen – batteria e percussioni, Vito Ottolino – chitarre e Poldo Sebastiani – basso, hanno aperto quello che non esistano a definire "un laboratorio", all’interno del quale, con "perizia quasi sartoriale" si dedicano a ricami ed incastri musicali. Una specie di compromesso tra il jazz e le atmosfere mediterranee, un "marchio di fabbrica", caratterizzato dalla "trama suadente del basso, l’ordito agile delle chitarre, ritmiche robuste e solari e un ricamo di parole ricercate e appassionate".
"En plein air" è stato pubblicato, all’interno del catalogo “Radar” della Egea, una prestigiosa etichetta attiva da anni nel settore del jazz e della musica d’autore. Il disco raccoglie undici tracce variamente colorate e tutte marchiate dal sound solare e dallo stile originale del quartetto. Un lavoro ricercato, curato nei dettagli e impreziosito dalla presenza di importanti ospiti internazionali come il polistrumentista degli Oregon Paul Mccandless, l’armonicista Bruno De Filippi, il flautista Nicola Stilo e il musicista algerino Abbes Boufrioua.
"Per il nostro gruppo di lavoro – racconta Luca Basso – sono giorni molto belli: questo disco rappresenta un momento importante nella storia musicale e personale di ognuno di noi quattro, per questo siamo felici dell’accoglienza affettuosa che sta ricevendo nei negozi e sui giornali".
Ma non basta. Tanto per capirci, gente del calibro di Dacia Maraini, Michele Serra e Fernanda Pivano, solo per citarne alcuni, hanno speso parole lusinghiere per i testi dei Fabularasa.
Una scrittura estremamente personale quella di Luca Basso (lo “scrittore che canta” come hanno scritto), che per i Fabularasa sceglie temi diversi: brani di ispirazione civile, momenti più intimi di introspezione e ricordo personale, riflessioni sulle comuni radici della cultura del Mediterraneo, storie leggere a filo di penna.
Il resto è su www.fabularasa.eu.
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