La vita che nasce: ce la spiega Paolo Saraceno
Incontro scientifico presso la libreria Laterza
Domande interessanti si pone Paolo Saraceno nel suo nuovo libro “ Il caso terra. L’origine del nostro pianeta e la ricerca della vita nell’universo” edito da Mursia. Qual è l’origine dell’universo, delle stelle, degli elementi che costituiscono il nostro mondo? Come è nata la vita sulla terra? Siamo soli nell’universo? Libro che affronta questi temi analizzandoli nelle diverse dimensioni, astronomica, geologica, biologica, chimica e fisica utilizzando un linguaggio chiaro e accessibile a tutti. “Parte dalla nascita dell’universo e, attraverso lo spazio ed il tempo, parla della sua storia e della sua evoluzione. Analizza il nostro mondo e le condizioni che l’hanno fatto nascere. Tocca, in maniera trasversale tutti i campi del sapere” afferma Augusto Garuccio, pro-rettore dell’Università di Bari. Saraceno sottolinea il suo desiderio di voler sapere da dove proviene la vita e la ricerca di diversi studiosi per completare la sua opera. Francesco Strafella, direttore del dipartimento di fisica presso l’Università degli studi di Lecce asseconda l’autore: “prodotto di un ambiente universitario che coinvolge diverse discipline. Paolo ha avuto la fortuna di vivere in un ambiente ricco. Ha il vaglio di persone esperte”.
Saraceno non introduce nessun commento religioso o filosofico. “L’origine della vita non deriva dalla religione. L’immensità e la bellezza dell’universo non ha bisogno di spiegazioni divine. La scienza ha già le sue leggi senza offendere la religione”.
L’opera non affronta solo l’origine terrestre, ma anche i suoi problemi. Dalla rivoluzione industriale l’incremento nell’uso di combustibili fossili ha causato un aumento del 30% della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. Tale condizione si è aggravata a causa della progressiva distruzione delle foreste che, eliminando le piante, ne annulla l’azione fotosintetica di riciclaggio della CO2; in questo modo, nell’atmosfera si accentua lo squilibrio tra immissione e fuoriuscita di anidride carbonica. L’autore suggerisce diverse soluzioni. Trovare sostituti ai combustibili fossili per i trasporti, cercare di eliminare l’anidride carbonica dall’atmosfera e sviluppare tecniche per confinarla. Il nucleare non è sufficiente.
Cernobyl diventa subito la parola chiave del pubblico. Ma Saraceno chiarisce: “Quel disastro nucleare ha provocato notevoli morti e conseguenze. Una ricerca del 1998 dimostra però, che nella Zona A (zona colpita) vivono da diversi anni molte specie di animali, anche in via d’estinzione. In una terra dove gli studiosi avevano preannunciato il degrado, dopo più di dieci anni torna ad esserci la vita”.
Poi conclude: “Dobbiamo risparmiare il più possibile l’energia. Nessun politico troverà la soluzione perchè sarà la gente a ricercarla”.
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