Droga ad Enziteto, arrestato albanese
Si cerca un ventenne italiano
Blitz di San Valentino nel pomeriggio di ieri ad Enziteto per gli uomini della Squadra Mobile di Bari: a finire in manette per detenzione e spaccio di stupefacenti Mema Erenato, albanese di 31 anni e sorvegliato speciale, con un curriculum criminale completo, dalla violenza a pubblico ufficiale alla rapina fino al contrabbando. Viveva a San Pio con la convivente italiana e da lì gestiva per conto del clan Strisciuglio lo spaccio su strada: nel cassone della tapparella del suo appartamento in Via della Gioia i militari hanno trovato 60 barrette di hashish, dal peso unitario di due grammi e per un totale di 128 gr.
Prima della perquisizione gli agenti hanno anche inseguito un ventenne italiano uscito in fretta e furia dalla palazzina S4. Il ragazzo è riuscito a scappare ma su di lui pende una denuncia ed è attualmente ricercato: ha però abbandonato per strada 58 dosi di cocaina e 29 di eroina. “Questi sequestri di droga significano che era attesa molta gente ad Enziteto, che ormai possiamo definire un bazar della droga per l’hinterland barese” ha rilevato Luigi Liguori, capo della Squadra Mobile di Bari.
Nei negozi adibiti a casa della galleria commerciale è un continuo via vai: “E’ una situazione orografica difficile, ci sono tanti nascondigli e vedette ben appostate, ma anche tanta brava gente che è costretta a sopportare questo traffico. Gli spacciatori si sentono sicuri, li prendiamo sempre là, è il quinto arresto, ma continuano a vendere droga negli stessi posti. Dell’albanese arrestato possiamo dire che si occupa dello smercio sotto l’egida della formazione di criminalità locale italiana perché, al contrario della attività infamanti come il mercato delle prostitute, i nostri criminali non lasceranno mai queste attività altamente lucrative. Il pentito Anacondia una volta mi disse che lasciare lo spaccio della droga significa non presidiare più il territorio”.
Intanto, altri supermarket della droga si aprono, o meglio si estendono le zone di influenza dei clan: “si guarda ad un ambito provinciale, hanno capito che non ha più senso farsi la guerra per una strada del centro o per la piazza di Carbonara”. E intanto lo spaccio continua.
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