Elezioni politiche, il Pd pugliese verso le primarie

“Non ho voglia di passare la campagna elettorale a spiegare agli elettori perché non abbiamo fatto le primarie”, ha dichiarato Emiliano
Il Partito democratico pugliese si prepara alle primarie per le politiche del 13 e 14 aprile. Si tratta di qualcosa di più di una eventualità, quella ufficializzata oggi dalla conferenza dei segretari provinciali del Pd riunita a Bari assieme al segretario regionale. Date possibili 1 e 2 marzo.
Una decisione cui i vertici stanno pensando da molto tempo, proprio per ovviare alle liste bloccate nate “dal carattere suino dell’attuale legge elettorale”, come sottolineato da Michele Emiliano, che ha ricordato: “Io sono tra quelli che ha firmato per il referendum in uno dei banchetti di An”. Partito che, invece, è voluto tornare subito al voto senza modifiche alla legge.
La fattibilità di questa operazione, non semplice soprattutto per questioni di tempo e per la concomitanza con le primarie per la costituzione dei circoli, del segretario provinciale e di quello cittadino, dovrà superare due ostacoli. Il primo non dovrebbe rappresentare un grosso problema: spetterà, infatti, alla direzione politica regionale, che si riunirà lunedì prossimo a Bari, confermare quanto stabilito oggi. Più complicato, invece, il secondo passaggio, quello di martedì a Roma dove Walter Veltroni incontrerà i segretari regionali del suo partito.
In quella sede Emiliano sottoporrà alla sua attenzione la proposta. “Abbiamo già una bozza di regolamento”, ha precisato il segretario regionale del Pd, “se dimostreremo di essere in grado di farle, non abbiamo motivo di ritenere che ci sarà impedito”. Solo dei difetti tecnici possono porre un freno ad un meccanismo che sembra comunque già in fase di partenza. E la volontà di Veltroni, D’Alema e compagnia: per loro non c’è tempo per portare al voto gli elettori del 14 ottobre. “Chiederemo”, continua, “laddove il partito ritenga impraticabile l’ipotesi a livello nazionale, libertà alle regioni di decidere il proprio percorso. Qui è tecnicamente possibile farle”.
In caso contrario? “Se non si potranno fare le primarie”, ha affermato Emiliano, “penseremo ad un altro modo che permetta vaste consultazioni della popolazione”.
L’atteggiamento determinato del segretario e dei vertici regionali non deve far pensare, però, a strappi di alcun genere con la segreteria nazionale. Ma “onestamente non ho voglia di passare tutta la campagna elettorale a spiegare agli elettori perché non abbiamo fatto le primarie”.
Due le opzioni di voto prese in esame. La prima richiama il “Mattarellum”, ovvero candidature uniche sulla base dei collegi, dai quali verrà stilata una graduatoria dei candidati in base ai voti presi e al numero degli elettori presenti nel collegio. La seconda prevede collegi su base provinciale: in questo caso si determinerebbe un confronto più diretto tra i candidati ed un’operazione più semplice. Ad ogni modo, sarà garantito il 50% delle candidature in Parlamento alle donne e tre posti nella lista per candidati voluti dal partito nazionale (due per la Camera e uno per il Senato).
Il fattore tempo risulterà decisivo, “ma noi in Puglia”, ha concluso Michele Emiliano, “abbiamo una macchina già messa in moto e rodata in varie occasioni”.
Commenti
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Magari si fanno le primarie : sarebbe un bel segnale di coerenza ed un ottimo argomento politico. I tempi sono molto stretti ma, si sa, volere è potere… speriamo bene perchè ne vedremmo delle belle !






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