Sabotate le pompe di Martinelli sul lungomare
Tranciati le staffe di uno dei dodici getti d’acqua
Sarà forse una maledizione, quella che ha colpito i giochi d’acqua sul lungomare Nazario Sauro a nord di Bari. Inaugurati l’11 settembre 2007, i dodici getti luminosi, alti 22 metri, non hanno praticamente mai visto il pieno regime della loro attività. Il promotore, il vicesindaco Emanuele Martinelli, ha dovuto prima attendere le analisi per l’inquinamento del mare (risultate negative), poi ottemperare all’ordine della Capitaneria di Porto per l’impianto di dissuasori di sicurezza. In questo frangente, pure numerose erano state le lamentele dei dipendenti Inps, costretti a vedere le loro auto parcheggiate nel piazzale antistante inondate dall’acqua che le pompe sprigionavano con la poca clemenza del Maestrale.
Già dopo una settimana erano spente, ma la promessa era che per Natale avrebbero rallegrato i baresi dalle 11 alle 14 e dalle 17 a mezzanotte. In realtà, solo durante il periodo fieristico, eccezionalmente, i cittadini hanno potuto ammirare le performance dei dodici obici d’acqua realizzati dallo studio di ingegneria di Damiano Murolo e Sabino Mazzacane, e costati 600mila euro all’amministrazione comunale.
Il colpo di grazia, Martinelli, l’ha avuto un mese prima delle festività natalizie, quando ha scoperto che erano state, forse dolosamente, tranciate le staffe di una pompa, mettendola fuori uso. Subito la ditta ‘Idrotermica’ di Giovinazzo, che le ha costruite, è intervenuta con il pontone, un’imbarcazione adatta a sopportare carichi pesanti, e ha verificato l’accaduto. Dopo la scoperta della probabile matrice dolosa, il 27 dicembre l’esposto alla Procura del capoluogo. Diecimila euro il costo per la riparazione, già effettuata. Ieri il pre-collaudo, il collaudo sarebbe dovuto essere oggi, ma a causa del maltempo di stmattina bisognerà ancora attendere. La notizia è trapelata sulla stampa solo oggi, riportata dal quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”, e confermata alla nostra redazione dall’ing. Mazzacane.
Intanto, pensare a un responsabile non è semplice: in molti, tra politici (senza distinguo di appartenenza partitica) e cittadini, avevano, sin dall’inizio, criticato la scelta di questo tipo di arredo urbano, giudicandolo un ‘inutile spreco di soldi pubblici’. E’ chiaro che arrivare a infilarsi uno scafandro e a scendere per tranciare i fili d’acciaio dell’impianto, è questione di audacia e professionalità, oltre che atteggiamento delinquenziale. Ma il vicesindaco, all’accusa della spendita di danaro, ha risposto: “Pensate invece a quanto stiamo sprecando per Torre Quetta e Cava di Maso”.
Commenti
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Almeno vengono spesi soldi per qualcosa di bello e non per le speculazioni dei soliti noti. Con che faccia gli autori di torre quetta e cava di maso parlano di spreco di denaro? Non conoscono la vergogna questi qua!
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Se i soldi fossero stati spesi per la riqualificazione di zone periferiche ad alto degrado forse parecchia gente sarebbe stata più contenta.
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I soldi di questa Amministrazione sono stati spesi per riqualificare ciò che in precedenza era stato speso malamente (vedi torre quetta e cava di maso). Cosa c’entrano le cose belle? 600.000 euro potevano essere spesi per tanto altro. E’ assurdo! E nemmeno funzionano. E comunque, farei un applauso ai sabotatori…






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