PalaGiustizia: troppo tempo per dire no

Riceviamo e pubblichiamo

Il Consiglio di Stato imponeva al Comune di dare una risposta: non ci sono soldi per mettere in atto la ricerca di mercato di Simeone, ma resta in piedi l’ipotesi Arcipelago

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Contrariamente a quanto lasciato intendere su taluni organi di stampa l’amministrazione comunale con la delibera inerente la Conclusione del procedimento relativo alla ricerca di mercato per la sede unica della giustizia barese, in esecuzione della sentenza della V Sez. del Consiglio di Stato n. 4267 del 1 agosto 2007 non ha inteso porre una vera e propria revoca della procedura di gara intrapresa dalla precedente amministrazione.
Invero con il provvedimento in argomento (n. 2008/130/0004) la giunta, sulla base di più che discutibili pseudomotivazioni, con appena (sic !) quasi 4 anni di ritardo ha da un lato "preso atto" – a suo dire – dell’impossibilità di realizzare la proposta Pizzarotti risultanto quest’ultima contrastante con gli indirizzi di governo della stessa amministrazione, dall’altra ha ritenuto di aver "concluso" con esito negativo l’anzidetta gara pubblica.
In realtà le argomentazioni verosimilmente addotte dalla civica amministrazione, sul punto costretta a rispondere alla Pizzarotti giusta la sentenza del Consiglio di Stato, appaiono prima facie elusive delle statuizioni rassegnate nella medesima sentenza.
A dir poco emblematiche sono state le vicende con le quali tra marzo e maggio del 2007 il sindaco da un lato minacciò di espulsione dalla coalizione chiunque si fosse permesso di interloquire pubblicamente in sede assembleare della vicenda in questione, dall’altro assicurò che immediatamente le conclusioni del famingerato tavolo tecnico con la regione e la provincia sarebbero state discusse in Consiglio Comunale per le determinazioni di conseguenza, risultanto quest’ultimo sovrano nelle materia dell’indirizzo e del controllo dell’indirizzo politico-amministrativo
A distanza di circa un anno si ha la riprova di una volontà ostentatamente partigiana, volta a privilegiare la soluzione dell’Arcipelago della Giustizia, commissionata ad arte per eludere il progetto di un unico polo giudiziario ahimè elaborato non dai soliti progettisti, per di più normalmente collegati – per pura combinazione – a quella parte di imprenditoria che da decenni ha le mani in pasta ovunque.
La speranza è che sulla vicenda in questione uno squarcio di legalità possa essere finalmente aperto, e senza indugio, dall’Autorità Giudiziaria; tanto anche al fine di prevenire, ove possibile, l’immancabile contenzioso multimiliardario in danno della collettività locale.
Mi auguro peraltro che il Consiglio Comunale eviti di abdicare al proprio ruolo assegnatogli dalla legge e dagli elettori.

Avv. Fabio Cassano, presidente della commissione urbanistica comunale

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Commenti

  • liberalamente (utente non verificato)

    Era ora che la Giunta chiudesse la procedura. Sin dalla scrittura del programma del centro-sinistra che ha eletto Emiliano,abbiamo letto la incompatibilità fra cittadella e programma…ma consigliere Cassano la notte lei dorme e quando dorme sogna sempre la cittadella di Pizzarotti? ci sono altre questioni che le interessano?

  • daniel56 (utente non verificato)

    Francamente trovo un pò difficile capire (anche per la prosa usata)le ragioni del cons. Cassano : è bene ricordare che la Pizzarotti NON si aggiudicò alcuna gara ma una ricerca di mercato discutibile… come in effetti è avvenuto! Circa solleciti alla Autorità Giudiziaria forse farebbe bene a tirar fuori nomi e prove (se ne ha..) altrimenti semina solo dubbi e sospetti fuori luogo. Accusare Emiliano di connivenza con i palazzinari baresi è inverosimile…Punta Perotti docet !