Cus Bari – Taranto: 106 – 109

Claudio Cimaglia

Tre supplementari e tanto amaro in bocca

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Gli amanti delle forti emozioni e dei sorprendenti colpi di scena finali sicuramente avranno molto di cui discutere in questa settimana.
È finito 106 – 109 il derby pugliese di basket, in serie C1 tra Chimica D’Agostino Cus Bari e Libertas Taranto.
Il punteggio è maturato dopo ben 55 minuti di gioco. Dopo i quattro tempi regolamentarti ce ne sono stati altri tre supplementari, un record forse per la storia della pallacanestro.
È davvero successo di tutto ieri sera al PalaCus. Si è finalmente ammirato un Cus Bari in grande forma e determinato, disposto a lottare su ogni pallone.
Grande merito al nuovo playmaker, Sardano, che ha avuto l’occasione di mettersi in mostra di fronte al suo nuovo pubblico, dimostrando grande atletismo ma soprattutto concentrazione e grinta.
Forse non precisissimo ma sicuramente di grandissima utilità in fase di organizzazione. Per il resto, un grande Cus Bari per lunghi momenti della gara ma apparso in altri impreciso e quasi “sbadato”, tanto da consentire il ritorno degli ospiti durante l’ultima frazione.
Per quel che riguarda Taranto, non c’è molto da dire. Sicuramente Fanelli, Ravioli e Ausiello avranno molto da esultare. Sono stati infatti loro tre a consegnare i due punti alla propria compagine grazie e una serie impressionante di tiri da 3 punti.
Proprio nel momento in cui sembrava archiviata la pratica “Taranto” uno dei tre ha dato vita a un personalissimo show dalla lunga distanza, rientrando in partita e sorpassando anche.
Per i primi tre quarti, grazie ad un Perrucci in posizione di guardia, alle stoppate di Bruni e ai rimbalzi di Scoccimarro, i “cussini” riescono a gestire un discreto vantaggio oscillante tra i 13 e i 7 punti.
Poi però, negli ultimi 10 giri di lancetta, i tarantini sono incontenibili. È anche vero che una serie di grossolani errori hanno permesso agli ospiti di rimontare, errori che normalmente sono fatali per qualsiasi partita. Invece le canotte blu non sempre sono stati abili a sfruttare queste situazioni.
Se nella pallacanestro esistesse il pareggio probabilmente sarebbe questo il caso più consono.
Invece non si può pareggiare e al quarantesimo si è sul 72 – 72.
Il primo supplementare è a favore del Taranto nelle fasi iniziali. Conti, a mezzo servizio per dei fastidiosi problemi fisici, fa quel che può per la causa, ma proprio non riesce a fare la voce grossa come suo solito. Malgrado ciò però, è autore di 18 punti importantissimi.
Ci pensa Sardano allora a sbloccare il canestro, imitato poi da Bruni. Sui anche i tre punti su tiro libero, a quattro secondi dalla fine, che chiudono il primo over time sull’ 89 – 89.
Nei secondi cinque minuti, è solo Cus Bari. Taranto, decimata dal numero di falli, non riesce a mettere dentro quasi nulla per ben quattro minuti.
Un grande Ciocca, ormai sempre più punto di riferimento e membro imprescindibile, porta i suoi all’allungo di 6 lunghezze.
Nell’ultimo minuto però, Ausiello inventa due tiri da tre che riportano la situazione sul +1.
Il suo compagno Fanelli non vuole essere da meno e realizza due tiri liberi; +3 a 22 secondi dal termine.
È il turno di Cancellieri, positivo ieri sera a parte qualche errore – come tutti del resto – che pareggia a fil di sirena. 98 – 98 e si va al terzo supplementare.
Ora, Taranto si schiera in 4 uomini soltanto perché gli altri 6 hanno commesso 5 falli.
Come nel periodo precendente, non segnato per quattro minuti e si risvegliano nell’ultimo giro di lancetta.
Una serie di tiri liberi fa oscillare il punteggio sempre tra parità e minimo vantaggio. Ma a 21 secondi del tarmine, con il risultato di 106 – 106, è Bari ad avere il possesso.
La palla, a sei secondi dalla fine, è nella mani di Grimaldi il quale si trova sulla linea dei tre punti praticamente da solo con un autostrada d’avanti a se.
Il giovane tira da 3 punti e la palla si infrange sul ferro.
In soli 4 secondi il solito Ausiello tenta un assalto disperato e tira fuori equilibro da 8 metri. Si sente il rumore della retina gonfiata, poi quello della sirena e infine le grida dei compagni che abbracciano il loro eroe. 106 – 109 e tutti a casa.
Enorme prova di cuore dei Tarantini che, anche ridotti in 4, di cui 2 giovanissimi mai entrati durante la partita, non hanno mai mollato e ci hanno creduto fino alla fine.
Bari invece, malgrado la buona prestazione complessiva, ha un po’ su cui riflettere. Troppi errori, sia in attacco sia in difesa, dalla lunetta poi i numerosi ferri hanno fatto la differenza.
Comunque una Chimica D’Agostino apparsa in via di ripresa dopo le sonore batoste delle settimane precedenti.

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