Alla Laterza si parla di Tolkien: l’uomo-mito

Agostina Chielli

Con l’aiuto di Marcello Marin una lettura in fiigrana diuno dei più importanti scrittori del XX secolo

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Tutti avranno sicuramente sentito parlare del Signore degli anelli. Ma chi c’è dietro quest’opera?
Vito Fascina risponde a questa domanda con il suo nuovo libro “Alberi e miti. In ascolto di J. J. Tolkien” edito da Wip Edizioni, presso la libreria Laterza. Un’opera che studia e ascolta Tolkien non soltanto come scrittore, ma anche come uomo.
Come nasce la passione mitica di Tolkien? La storia racconta che il protagonista del libro, mentre correggeva le prove d’esame dei suoi studenti, alla fine degli anni venti, abbia appuntato su un foglio bianco “In una buca del terreno viveva un Hobbit”. Avvertì così l’esigenza di scrivere per spiegare queste creature . Nasce il suo successo “The Hobbit” nel 1937. A partire da quest’opera comincia l’intreccio tra vicende personali e mito che caratterizzano la vita di Tolkien.
Fascina affronta diversi itinerari suddividendoli in otto capitoli che Marcello Marin, docente di filologia Patristica presso l’Università di Foggia, delinea perfettamente. I primi due capitoli trattano la biografia e la formazione di Tolkien, gli incontri del giovedì con gli amici per scomporre e ricomporre brani di opere letterarie, quasi come una setta di Poeti estinti. Il terzo e quarto approfondiscono la logopoiesi e la mitopoiesi, rispettivamente la creazione del linguaggio e la costruzione del mito. Marin, si sofferma su questi temi “Tolkien esegue dei giochi filologici sulla base della sue conoscenze linguistiche. Si pensi all’animalese. La scelta del romanzo fantasy presuppone un lavoro di scavo e recupero di tradizioni antiche, dal mondo classico a quello celtico”. I restanti capitoli descrivono i personaggi e mostrano l’orientamento pedagogico didattico del romanziere. L’ottavo, infine, affronta i percorsi finali ancora da intraprendere.
Tolkien descrive meticolosamente ogni particolare ambientale e storico. Costruisce una vera e propria metafisica introducendo una serie di valori morali e religiosi. I suoi personaggi provano compassione e pietà. Mitizza fantasticamente la sua esperienza in trincea.
“Tolkien richiede una doppia attenzione” afferma Fascina, “ visiva e di ascolto, e metafisica e valoriale. La sua ricerca è meticolosa e puntigliosa. Disegna, crea mappe e percorsi. L’infante spirituale è il suo destinatario” afferma Fascina.
Infine non poteva mancare il confronto: Signore degli anelli o Harry Potter?
Fascina risponde risoluto:”Il paragone non esiste. La storia di Harry Potter gira tutta intorno al protagonista. Tolkien fatica nella ricerca della parola e dei particolari”. Poi riferendosi alla sua opera, conclude: “Si scrive non per stare da soli, ma per creare legami forti e duraturi. Spero che io abbia creato questi legami con voi”.

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