In principio fu la Meraviglia
Presenti, e un po’ perplessi, anche alcuni studenti dei licei baresi
Da dove proviene la meraviglia? Questo e tanti altri i temi trattati da Enrico Berti nella sua nuova opera“In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia antica” edito da Laterza. Incontro centrale del Progetto Lettura organizzato dalla libreria Laterza, che coinvolge gli studenti del liceo classico Socrate e del liceo scientifico Scacchi.
Un’opera che predilige una successione tematica piuttosto che un ordine cronologico. Chi siamo? Chi sono gli dei? Cos’è la meraviglia? Berti rivisita le domande esistenziali dei filosofi greci e le attualizza per risolvere i problemi del presente. “E’ uno sguardo alla filosofia antica e ad Aristotele che ci fa riaprire i problemi, pone nuove domande. Non intende risposte come filosofemi dati una volta per tutte. Ci si immedesima ad ogni cosa con meraviglia” commenta Costantino Esposito.
Aristotele esemplificava: la curiosità di conoscere chi muove le marionette in uno spettacolo teatrale o il dilemma del solstizio, perché l’accorciarsi o il restringersi delle giornate. Berti parla di una meraviglia derivante dalla consapevolezza dell’ignoranza. Il desiderio di superarla, di apprendere, di sapere donano il senso di stupore. Il percorso diventa più interessante e coinvolgente dello stesso traguardo. “Trovato il perché” continua Berti “ci si domanda il perché del perché”. Aristotele parlava di ricerca delle cause prime.
Berti affronta il tema dell’essere con una molteplicità di approcci, essere ciò che appare, ciò che è vero, ciò che è impotenza. Diventa un elemento che non solo accomuna tutte le cose, ma che le distingue. Non manca il dialogo tra la filosofia e le religioni rivelate. Il Dio, per i filosofi greci, era una specie di essere vivente che chiamavano immortale e beato. “Grazie ai filosofi nasce un’idea di Dio che si dirige verso il monoteismo. Il politeismo grossolano lascia spazio al monoteismo più nobile”.
E infine l’uomo, l’importanza della sua parola fondamentale per la costruzione della sua identità. L’anima è la “formula” dell’individuo il suo dna.
“Esercitare la filosofia come pratica per raggiungere la felicità?” chiede Esposito.
“La felicità del singolo fa parte del bene comune. E’ necessario avere amicizie ed anche un po’ di fortuna. Solo alla fine sapremo se siamo stato davvero felici” risponde Berti.
Allora ci si può ancora meravigliare?
In un mondo come il nostro tutto ormai è disincantato e non c’è posto per la curiosità del sapere. Ma dopo tutto, come conclude Berti, se qualcuno si meraviglia ancora, allora c’è la filosofia.
Peccato che il linguaggio, in alcune tematiche, molto specifico, sia risultato ostico ad alcuni presenti che, come me, erano poco ferrati in materia filosofica.
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