Amtab: il bus si chiama desiderio

Antonella Ardito

E torniamo a raccontare del disservizio sul trasporto pubblico Made in Bari

1 10 commenti

La pazienza umana ha un limite, il self control anche di fronte all’ennesimo salto della corsa del numero 4, la mitica e dannata linea che congiunge Ceglie e Carbonara con il centro di Bari (molti direbbero che porta a Bari, perché nell’immaginario del residente il paese è, o tornerà ad essere, paese). Ieri mattina dalle 11.05 alle 11.35 non c’è stata l’ombra di un bus che scendesse da Valenzano per condurre in “soli” venti minuti il malcapitato studente e/o lavoratore al Petruzzelli. Così saltano impegni, appuntamenti, la giornata praticamente diventa uno schifo, perché vieni privato del diritto di muoverti con ragionevolezza in una città che soffoca, che ha assoluto bisogno di trovare alternative all’automobile.
Parte la telefonata al presidente dell’Amtab Antonio Di Matteo, che promette di controllare dov’è la falla nel piano di lavoro del numero 4, linea che può contare fino a sei vetture chiamate a compiere il tragitto dal Petruzzelli all’istituto Agronomico in 45 minuti, il chè dovrebbe equivalere ad un passaggio di bus ogni 15 minuti (questo assetto è riferito ai giorni feriali e fino alle 20 di sera). La cosa più probabile è che manchi l’autista: è una bella giornata, i mezzi solitamente si fermano per freddo e pioggia, non ci sono code e questo significa che non ci sono auto in doppia fila sulla Piazza di Carbonara. Ma questo “andazzo” va avanti da diverse settimane: troppo spesso le attese del 4 oltrepassano il quarto d’ora e non si possono chiedere continuamente doppi turni agli autisti.
Ma per un autista che lavora il doppio ce n’è uno che sta a casa: l’assenteismo, la malattia facile e una serie di malcostumi tutti italiani sono al centro di una lotta politica di Antonio Di Matteo, il quale ha intensificato l’invio del medico fiscale agli autisti che con molta facilità inviano biglietti di malattia soprattutto in concomitanza dei giorni festivi. “Io sono un uomo che viene dal Sindacato” asserisce Di Matteo, “magari i miei modi di fare non sono compresi, non sono approvati, ma io credo che l’Amtab debba si tutelare i suoi dipendenti ma prima di tutto deve pensare a chi sta su strada, agli utenti del servizio pubblico”. I vertici sindacali si sono quasi sentiti bypassati dai modi di fare del presidente, che ha subito individuato alcune persone non propriamente ligie al dovere. E’, come abbiamo già avuto modo di scrivere, una questione di lobby, che nelle ex municipalizzate toccano livelli atroci, perché ci sono dei privilegi, delle libertà che i sindacati tacitamente approvano e può cambiare presidente, direttore generale, CDA e tutto l’apparato “politico” di gestione, ma nell’Amtab, come nel Gattopardo tutto muta ma niente cambia per davvero.
“Io non resto in ufficio a togliere la polvere alle carte” ha spiegato Di Matteo, “e voglio dare una svolta a questo modo di fare, che è un danno per l’azienda e per il servizio. Io quindi invito tutti coloro che verificano delle anomalie nel trasporto pubblico a telefonarmi allo 080.539.32.02 e lasciarmi un messaggio. Se non arrivano le segnalazioni direttamente a me, non posso intervenire in maniera scientifica”.

AGGIORNAMENTO DELLA MATTINATA

Nessun sadomasochismo ma una semplice rendicontazione di quanto avvenuto stamani alla stessa fermata di ieri: alle 9.38 la palina in piazza Umberto a Carbonara segnala che il pullman numero 4 arriverà alle 9.45. Nulla giunge e la corsa è saltata: intanto sono saliti verso Valenzano due mezzi arancioni. Alle 10.00 è previsto il passaggio del bus, che "ovviamente" non passa. Aumenta il mormorio delle persone, e anche il numero. Intanto un terzo bus arriva dal centro e solo alle 10.10 un "carro di bestiame" si ferma in Piazza per stipare altre persone e cercare di recuperare il ritardo. Un’attesa di mezz’ora dovuta quasi certamene da un mezzo in avaria e un altro numero 4 fermo perchè manca l’autista. Antonio Di Matteo, presidente dell’Amtab, spiega che entro fine anno con 300.000 euro tutti i mezzi saranno dotati di telerilevamento e si potrà dare il via ad un monitoraggio costante e in tempo reale di quello che avviene sulle linee, dalla velocità troppo elevata (o troppo lenta) a blocchi su strada dovuti a mezzi in doppia fila. Ma intanto nella guerra degli utenti contro i mali del trasporto pubblico chi vince è sempre il furbo di turno.

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Commenti

  • rasta_man (utente non verificato)

    Daccordo sull’assenteismo. Ma quanto tempo perdono gli autobus perchè il cretino di turno ha messo la macchina in doppia fila e gli autobus rimangono fermi ad aspettare che l’incivile abbia finito i comodacci suoi e sposti la macchina?

  • rasta_man (utente non verificato)

    Emiliano qualcosa sulla mobilità, giusta o sbagliata, l’ha fatta (park&ride, navette, pista ciclabile). Di Cagno in dieci anni ha fatto zero virgola zero.

  • camell (utente non verificato)

    Per quale motivo non si comprende l’origine del problema? Il bus percorre un tragitto privo di imprevisti ? doppia fila,auto in sosta per la visita quotidiana al mercato rionale,l’appuntamento a scuola per prendere il figlio e ovviamente la chiacchierata giornaliera da considerare il rispetto del del codice della strada e della buona educazione.Se fossimo tutti un pò più civili il problema si risolverebbe?Io dico di si.Un invito a tutti i cittadini più correttezza più servizi meno diservizi.

  • Silver97 (utente non verificato)

    Che fine ha fatto il raddoppio dei bus promesso da Emiliano in campagna elettorale? E le filovie, non dovevano essere ripristinate? Perché sulla linea 4 viaggiano vetture quasi tutte obsolete, mentre su altre linee (6,11,27, ecc)ci sono autobus nuovi e grandi? Perché non attendere il funzionamneto di nuovi bus e delle filovie prima di raddoppiare follemente il costo del grattino ed eliminare tanti posti auto con una pista ciclabile utile a pochi, in V.le Unità d’Italia?

  • vito3x2 (utente non verificato)

    VOGLIAMO PARLARE DEL 10? E LE ALTRE 1000 CORSE CHE NON ARRIVANO MAI! L’AZIENDA AMTAB E’ SCANDALOSA!

  • fdmba (utente non verificato)

    a volte l’utente trasportato si domanda perchè i mezzi amtab non possano essere cingolati, ovvero non possano, di tanto in tanto…non sempre, superare travolgendoli, tutti gli ostacoli frapposti al loro procedere dai tanti nostri amabili concittadini, sempre pronti ad urlare contro i disservizi pubblici che, a sentir loro, sarebbero la vera causa dell’uso dell’auto, specie se fuoristrada parcheggiato in doppia e/o triplice fila.

  • SOLOSOLE (utente non verificato)

    SIAMO AL DELIRIO
    AIUTO
    VOGLIO ANDARMENE DA QUESTO PAESE

    E ora c’è addirittura chi – la Lega Nord – ipotizza le dimissioni in massa dei propri deputati e senatori nel caso in cui vada in porto la formazione di un nuovo governo, con conseguente rinvio delle elezioni.

  • Levantino (utente non verificato)

    Sarebbe opportuno realizzare una corposa ed organizzata rete di corsie preferenziali per il trasporto pubblico. Dopo di che far lavorare seriamente i dipendenti amtab, che non avrebbero più alibi legati al traffico, con repentini e continui invii di controlli medici agli assenteisti. I vigili, molte volte esageratamente tolleranti (e non si capisce il motivo…) devono multare chi lascia la macchina in doppia fila.

  • rasta_man (utente non verificato)

    Daccordo sull’assenteismo. Ma quanto tempo perdono gli autobus perchè il cretino di turno ha messo la macchina in doppia fila e gli autobus rimangono fermi ad aspettare che l’incivile abbia finito i comodacci suoi e sposti la macchina?

  • Silver97 (utente non verificato)

    Di Cagno Abbrescia avrebbe potuto fare di più in materia di mobilità, ma è la sua Giunta che avviò la realizzazione di alcuni parcheggi sotteranei che avvicinano Bari ad altre città moderne, che concorse al primo accordo sulla Metropolitana leggera e fece spostare dalla strada quasi tutti i mercati rionali.Per i bus navetta ed il park and ride fece qualche tentativo, ma la stampa non fece tutte quella campagna pubblicitaria che sta facendo adesso e la gente era meno predisposta a servirsene.