Consiglio Comunale: sui banchi occhieggia IKEA
Forza Italia vota con il PD
Solita seduta infinitamente lunga per il Consiglio Comunale di Bari, che alle 18 di ieri pomeriggio portava all’attenzione della città nuovamente il caso IKEA, i 50/70 contratti (si legge dall’ordine del giorno ndr) a tempo determinato scaduti e non rinnovati dal colosso svedese dell’arredamento.
Primo a prendere la parola mentre i banchi della giunta erano quasi t tutti vuoti è stato Sabino De Razza, capogruppo di Rifondazione Comunista e promotore nei giorni scorsi di una forte mobilitazione per trovare una strada verso un futuro lavorativo più roseo per i numerosi ragazzi e donne licenziati da Ikea. “Queste situazioni di esubero verificatesi saranno a breve purtroppo patrimonio anche di Carrefour e Ipercoop. Il 4 febbraio ci saranno nuovi licenziamenti nel megastore di Mungivacca e intanto ci sono ancora stagisti che entrano e fanno il lavoro di chi è andato via. Con il consigliere Cippone avevamo chiesto un incontro con i dirigenti di Ikea ma non ci è stato concesso: ecco perché chiedo un tavolo politico che veda insieme il Sindaco di Bari con il Presidente della provincia e gli altri attori istituzionali per vigilare e intervenire su questo e su altri problemi che hanno al centro il lavoro precario”.
Secondo Fabio Cassano, unico rappresentante riconosciuto dell’UDEUR in consiglio Comunale, De Razza si morde la coda, perché egli è delegato del sindaco alle politiche del lavoro e con le iniziative messe in atto si è palesemente messo contro Michele Emiliano: e se De Carne e Maiorano, entrambi espressione del PD chiedono l’intervento in scivolata dei sindacati, Carlo Paolini vede nello sfacelo del precariato la legge Maroni del 2003 come elemento scatenante: “l’ISTAT ha calcolato che sono due milioni le persone in Italia con gli stipendi in forse, che devono attendere con ansia ogni 27 con il rischio che il contratto salti all’improvviso”.
Più pragmatico Dario Ginefra, che ribadendo come tutti i consiglieri comunali la “solidarietà” ai dipendenti IKEA (che naturalmente non sanno che farsene ndr) ha detto chiaramente che il Comune di Bari “è limitato dal contesto normativo ad intervenire in questo caso ma può svolgere il ruolo di facilitatore del dialogo tra le parti. Ora affrontiamo i problemi e non cavalchiamoli a fini elettorali”. L’ex capogruppo dei DS ha chiesto poi che l’ufficio di presidenza di comune accordo con i capigruppo riveda l’ordine del giorno che si porta in consiglio: “sono troppo lunghi, e bisogna vedere se ce ne sono alcuni che non sono più attuali. Così rischiamo di paralizzare l’attività amministrativa”.
All’approvazione dell’Ordine del Giorno che vede il Comune impegnarsi a tenere alta l’attenzione sulle questioni del lavoro precario interagendo con Provincia e Regione con un tavolo di confronto, ha dato parere favorevole anche Forza Italia. Domenico Cea, capogruppo dei forzisti ha prima aspramente criticato la “vergognosa assenza della Regione Puglia” ricordando che l’assessore alla Formazione Marco Barbieri avrebbe dovuto essere in aula per discutere direttamente sul tema. Poi c’è stato il distacco dall’altra forza forte dell’opposizione, cioè Alleanza Nazionale, che ha votato contro insieme ai consiglieri Cippone e Cassano. Il consiglio è poi continuato saltando le comunicazioni e approvando la delibera relativa al diritto allo studio.
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