Bellavista al Verona. Ora è ufficiale
Molti saranno contenti, ma Bellavista ha dato anche tanto al Bari
“Una vita da mediano, camminando come Oriali”, cantava Luciano Ligabue, “a recuperar palloni, anni di fatiche….e casomai vinci i mondiali”. Lui i mondiali non li vincerà mai, come accadde all’attuale dirigente dell’Inter, ma vale la metafora. Anni di corse e polmoni spremuti per la causa e poi un biglietto di benservito spedito in faccia. Di chi stiamo parlando? Ma di Antonio Bellavista, da questo pomeriggio ufficialmente un calciatore del Verona.
La notizia si sapeva, ma mancavano da definire alcuni dettagli dell’operazione.
L’ex capitano chiude così la sua parentesi a Bari dopo nove stagioni, le ultime due delle quali decisive per la fine dell’avventura.
Lo stesso giocatore, nato calcisticamente nella Primavera di Lello Sciannimanico, con cui realizzò il goal decisivo nella vittoriosa finale di Viareggio, ha detto di aver preferito Verona ad Avellino, altra società che è stata ad un passo dal suo acquisto.
Gran parte della tifoseria apprezzerà questa svolta. L’ex capitano ormai era inviso da tempo alla piazza.
Critiche quelle mosse al giocatore in parte fondate, ma che a volte sono dipese anche dalla mancanza di risultati della squadra e quindi dal clima di delusione generale che ultimamente non ha risparmiato neanche Vincenzo Santoruvo.
Questo ha avuto modo di sottolineare il centrocampista di Bitonto qualche giorno fa, dicendo che lo si poteva anche criticare come calciatore, ma non come persona.
L’impegno secondo lui c’è sempre stato tutto e non pensiamo abbia del tutto torto.
Il suo eclettismo tattico (Bellavista nasce incontrista, ma spesso nel Bari ha giocato anche sulla linea dei terzini, ora a destra, ora a sinistra) lo rendeva fino a poco tempo fa uno degli intoccabili della squadra.
Anche per Beppe Materazzi, che lo scorso anno all’inizio lo citò come esempio da imitare per un gruppo di giovani che aveva bisogno di essere trascinato dai veterani.
Poi le cose sono drasticamente cambiate e il feeling tra giocatore e allenatore e tra giocatore e piazza si è spezzato.
Alla figura di Vincenzo Matarrese il giocatore ha detto di sentirsi legato, pur non condividendo le recenti scelte societarie che lo hanno messo fuori rosa.
Ma è soprattutto verso Beppe Materazzi che si è manifestato l’astio del giocatore, che si è sentito tradito da un tecnico verso il quale evidentemente provava stima, reo a suo avviso di averlo accantonato senza troppe spiegazioni.
Con l’arrivo di Antonio Conte in panchina v’era stata la possibilità che Bellavista venisse riproposto nel Bari.
Addirittura nella gara contro l’Avellino si era ventilato un suo utilizzo dal primo minuto, ma poi hanno prevalso altre scelte, dettate da motivi di ingaggio e da un rinnovo contrattuale che non sarebbe arrivato.
Fine di una bella epoca, durata nove anni.
Ma, si sa, anche i migliori matrimoni si spezzano all’improvviso e tra il Bari e Bellavista la crisi del nono anno è stata decisiva.
I nuovi stimoli per lui arrivano da Verona. Una piazza gloriosa, in crisi di identità da tempo, che ha bisogno di combattenti in mezzo al campo.
Come Antonio Bellavista, il “coltellino multiuso” del centrocampo.
Commenti
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giusto riconoscere a bellavista il merito di essersi impegnato sempre per i colori di questa squadra. sacrosanto sottolineare che i limiti tecnici di questo giocatore hanno emblematicamente rappresentato la mediocrità di questa dirigenza. ciao bellavista






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