Balliamo nel Target, tra palco e realtà
L’urlo regalato da Capitan Fede Poggipollini e dai Condotto 7 pompato in pancia per soddisfare la fame di rock.
Un quarto alle dieci: l’aspettativa per l‘esibizione di Capitan Fede ed i Condotto 7 è chiaramente dalla parte del cuore, altra scelta che abbiamo è farla finita ed entrare in un Target con destinazione Correggio, e che il viaggio non finisca mai.
Per una magia cosi vale la pena vivere, e per 150 minuti di concerto la notte del 25 gennaio 2008 ha fatto meno freddo, tra figli di un cane e vene sempre più azzurre.
Un Poggipollini maturo, animale da palco ma capace di lasciare la ribalta a quei ragazzotti baresi (a proposito, nell’anno di Ellesette, numero cabalistico nella vita del Liga, sono stati Aldo, Antonio, Beppe, Giancarlo, Mimmo, Nicola e Federico i suonatori sul palco barese, insomma 6 più uno, solo un caso?) che non pagano per fare finta di essere le star, e tengono su lo specchio a questi qua ed a quelli là, a cui viene offerto di ballarci su.
«Illuminateli, siamo noi che vogliamo vedere voi» grida il cantante Antonio Cassano che, facendo fede (il gioco di parole ci sta tutto!) al suo nome da funambolo, inventa questo numero ad effetto che manda in delirio i presenti, perché certe luci non puoi spegnerle.
Allora il tecnico tiene su la luce proiettandola sui Ligantropi, che neanche a dirlo sentono dentro tutte le canzoni della produzione targata Luciano, e cullano questa notte bella densa tra improvvisazioni ed occhiate “assassine” del Capitano, capaci di intontire le donne che vogliono sentir girar la testa.
Noi ci facciamo un po’ di posto, il patto è stringerci di più in questo locale che ci porta a fare un giro su chi in realtà siamo già stati, magari su una discografia che da vent’anni diffonde nell’etere lambrusco, coltelli, rose, e pop corn.
Il giorno dei giorni dove una volta c’era il Target, spodestato dal Bar Mario perché prende piede il ritmo della notte camminando con Federico ed i Condotto 7: fra lui e loro fanno un po’ troppo casino e dimostrano come si fa uno show.
Quasi mille persone che portano addosso qualche segno di una vita da viaggiare sempre in prima, che hanno cercato e trovato in una canzone fra i denti, ululata da questa banda, il loro personalissimo posto finestrino.
Pazienza se a questi straordinari musicisti possa essere scappata una stramaledizione per un effetto che non ha fatto fare alla musica il proprio dovere: tanto, queste facce qui, fatte con la stessa pasta e con la gola raschiata da due ore e mezza di cori, sono state lì nel mezzo, finché c’è stato da fare fandango sono state lì.
E, dopo aver regolato il traffico nell’anima, abbiamo complimenti per la trasmissione, buonanotte al Target di canzone in canzone.
Commenti
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e come sempre mi lasci senza parole, ma sta volta davvero! il tuo giochetto di usare le frasi di Luciano mi fa sorridere e sentire emozioni che solo un fan, ma un fan cn la F maiuscola, può capire…e bravo il nostro giornalista!!! e ricorda Cla…niente paura si vede la luna perfino da qui…
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(….)Che poi Claudio abbia molto da imparare ok, come credo tutti i giovani che si approccino a qualsiasi tipo di attività, ma lui, per la sua età, è già molto avanti. E per fare meglio, oltre che al suo impegno, serve anche il sostegno e l’incoraggiamento da parte di chi ha trascorso due piacevolissimi minuti in compagnia del suo pezzo. Moltissimi non avrebbero saputo fare di meglio. Saluti.
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Invece no, solotua….il bello è proprio questo: l’articolo di Claudio è fruibile anche da chi è al di fuori del mondo del Liga. Lineare, comprensibilissimo e assolutamente scorrevole, a prescindere dalle numerose e gradevolissime citazioni che ovviamente fanno sorridere chi ama e segue il cantante di Correggio. (…continua…)
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Solotua…ciao…hai mai sentito parlare di quel mostriciattolo verde che di solito si piazza sulla spalla della gente? penso che le emozioni che ha sentito dentro di sè, come un altro fan del Liga, sono evidenti…non poteva esprimerle meglio! puoi anche non condividere, ma penso che le persone alle quali non gli interessa Luciano non leggono nemmeno l’articolo…ciao
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scusate ma nonsono d’accordo: a parte il tono fra il blasé e il “quanto so’bravo a scrive”, quelli che di Ligabue se ne sbattono i maroni non hanno capito un’emerita cippa: insomma, molto autoreferenziale ‘sto pezzo. E non mi sembra che il giornalista autoreferenziale, o quello che si rivolge alla camarilla degli iniziati, sia un buon giornalista. Caro Sottile….mangia pane duro e, soprattutto, scrivi anche di altro e poi vediamo…..
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io lo dico da tempo che sto ragazzo ha talento…magari un giorno ci si trova tra i corridoi della sede della rosa…o ci fanno tutti e due inviati speciali a milanello (pelegatti permettendo)…..congratulations…
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Ciao Claudio, il tuo è un condensato di testi scritti ed emozioni vere, il sunto di una serata vissuta nel pieno spirito del Liga, tra carta e realtà.
Un piccolo capolavoro che ci pregia di esserne i protagonisti.
Un abbraccio.
Mimmo Positano. -
Che dire di questo articolo? “Ho perso le parole, eppure ce le avevo qua un attimo fa…”! Sei davvero un grande! GRAZIE! So che farai tanta strada, perchè scrivi bene e riesci sempre a fare un’analisi attenta di tutto quello che vedi! Complimenti!
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Grandissimo, Claudio! Hai mostrato non solo la tua ormai indiscussa competenza linguistica, ma soprattutto il grande attaccamento al mondo del Liga, un mondo di cui, te lo dice una che ci sta dentro di brutto, è meraviglioso fare parte! Il tuo articolo non è solo un resoconto dettagliato della fantastica serata con il capitano, ma anche un gran bel tributo a Luciano, alle sue canzoni e al suo pensiero, senza scadere nella celebrazione fine a se stessa! Sei stato superbo! Un abbraccio!
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Complimenti, il giornalismo ce l’hai nel sangue…o meglio nella vena più azzurra!! Dopo averti conosciuto non avevo più dubbi sulla tua bravura e questo pezzo non può che confermare quello che pensavo e racchiudere tutte le emozioni provate in una bellissima serata in compagnia di Liga, Capitan Fede e soprattutto tua! Grazie di tutto, ^la ragazza nel pallone^!!!






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