Polveri sottili: Bari 39esima nel Belpaese
All’Ilva di Taranto il primato dell’inquinamento industriale
Anche nel 2007 l’allarme polveri sottili è scattato, puntuale, in gran parte delle principali città italiane che non sono riuscite a rispettare i limiti imposti dalla legge: nella classifica di Legambiente su 63 capoluoghi monitorati 51 hanno superato il valore limite medio giornaliero di 50 µg/m³ per più di 35 giorni nell’arco del 2007 previsto per le polveri sottili (PM10). Torino è in testa con addirittura 190 superamenti, Cagliari 162, Vicenza 140, Reggio Emilia 139.
“In Puglia la situazione non è delle peggiori – dichiara Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente Puglia –. Bari è al 39° posto in classifica con 71 superamenti, Taranto al 47° posto con 47 superamenti mentre Brindisi è al 59° con 17 superamenti (non disponibili i dati di Foggia e Lecce). E’ evidente che le misure adottate finora dagli amministratori locali non sono sufficienti alla risoluzione del problema dell’inquinamento dell’aria in città, imputabile prevalentemente al trasporto stradale. Per vincere la sfida della mobilità e garantire una qualità della vita migliore ai cittadini bisogna innanzitutto ridurre il numero di auto in circolazione. Il tasso di motorizzazione in Italia, infatti, continua a salire con una media di 62 auto ogni 100 abitanti. Alla fine del 2006 i mezzi a motore hanno addirittura superato il numero di potenziali conducenti, mentre gli spostamenti degli italiani nello stesso anno sono avvenuti per il 34,5% del totale su distanze inferiori ai 2 km e per ben il 74% sotto i 10 km. Comunque, – continua Tarantini – non possiamo non riconoscere il buono lavoro che il Comune di Bari sta svolgendo sul fronte della mobilità sostenibile grazie all’introduzione dell’intermodalità trasporto pubblico-auto (park&ride), della tariffazione concentrica, del bike-sharing ed in ultimo la realizzazione di piste ciclabili” .
E se i trasporti stradali rappresentano un importante fonte di inquinamento nel nostro Paese, il loro contributo si somma a quello di altri settori altrettanto inquinanti, come quello industriale che nel 2005 ha prodotto il 30% delle emissioni di ossidi di zolfo e degli Ipa e circa il 25% di quelle di polveri sottili. Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), polveri sottili (PM10), benzene (C6H6), monossido di carbonio, ossidi di zolfo (SOx) e di azoto (NOx), sono gli inquinanti considerati nella classifica dei complessi industriali più inquinanti d’Italia stilata in base ai dati riportati nel registro Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) relativi al 2005. Tra tutti spicca lo stabilimento di Taranto dell’Ilva s.p.a. che da solo emette, sul totale delle emissioni derivanti dagli impianti industriali, ben il 93% degli Ipa. "I pesantissimi dati relativi alla città di Taranto -commenta Lunetta Franco, presidente Legambiente Taranto– parlano da soli e non avrebbero bisogno di alcun commento. Il primo posto dell’ILVA nella classifica delle emissioni di idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e il quarto posto delle Centrali Edison a servizio dell’ILVA per le emissioni di PM10 (polveri sottili) confermano la gravità assoluta della situazione ambientale di Taranto, la rilevanza nazionale dei problemi dell’inquinamento della nostra città, e la conseguente necessità e urgenza di interventi volti ad abbattere sensibilmente le emissioni inquinanti dell’imponente apparato industriale tarantino”.
Al secondo posto per emissione di ossidi di azoto troviamo la centrale termoelettrica Enel di Brindisi Sud. “L’alta percentuale riscontrata nelle emissioni della centrale ENEL di Cerano -commenta Enrico Favuzzi, presidente Legambiente Brindisi- è dovuta all’elevata quantità di carbone utilizzato. Anche per questo motivo chiediamo l’assoluta e significativa riduzione”.
“Tutti dati –conclude Tarantini- dimostrano l’urgenza e l’importanza di interventi e miglioramenti nelle attività industriali e di produzione energetiche per difendere non solo l’ambiente ma anche la salute dei cittadini che vivono a ridosso di questi impianti. Per raggiungere migliori risultati in termini di diminuzione delle emissioni, è necessario un attento e continuo monitoraggio degli impianti inquinanti, ed è urgente applicare una serie di interventi volti alla riduzione delle emissioni da attività industriali”.
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