L’Italia che non marcia: ecco le emergenze sociali viste da Bari
Dove sono le case per tutti? Se lo chiede il SUNIA
Un trinomio complesso, che coinvolge casa, lavoro e sicurezza: su questi tre temi la CGIL provinciale, la FILLEA (sindacato dei lavoratori e costruzioni in legno) e il SUNIA, l’organizzazione che tutela gli inquilini e gli affittuari, hanno voluto questa mattina puntare l’attenzione. Pietro Colonna, segretario provinciale della CGIL lancia l’allarme sulla questione salari: “lo dice l’ISTAT, a Bari arrivano meno soldi nelle tasche dei lavoratori rispetto ad altre realtà. Le persone impegnano l’oro per andare a fare la spesa e gli anziani non sanno come fare per pagarsi le medicine. Allora se poco si può fare a livello locale per i salari, almeno dobbiamo mobilitarci sul bene immobile più importante: la casa”. E’ una ulteriore fonte di difficoltà secondo Colonna, che pur plaude alle iniziative dell’Amministrazione Emiliano sull’edilizia popolare e sulla riqualificazione delle periferie urbane mediante i PIRP, “ma ricordiamoci che costruire tanto non è sempre un bene, cerchiamo di riutilizzare quello che è giù presente, di programmare con maggiore oculatezza e di puntare sulla certezza dei servizi e di un’edilizia residenziale pubblica che porti a risocializzare i rapporti delle persone all’interno della città.
Ma Bari ha fame di case: Nicola Zambetti, segretario regionale del SUNIA, negli ultimi tempi lo ripete a squarciagola: “è una crisi generalizzata e trasversale, alle famiglie mancano i soldi per pagare sia i fitti che i mutui. Nella sola provincia di Bari abbiamo calcolato che c’è il 60% del fabbisogno di case dell’intera regione Puglia e 28.000 famiglie che hanno bisogno di aiuto”. A Bari sono 7.000 le famiglie che hanno presentato la richiesta per un’integrazione alle spese di affitto e l’assessore Giani Giannini si appresta a pubblicare un bando per una graduatoria di assegnazione di case popolari: “invitiamo tutti coloro che ne avessero bisogno ai rivolgersi ai nostri sportelli, alle Camere del Lavoro, a non affidarsi a loschi faccendieri. All’assessore invece chiediamo che il bando si chiuda entro dieci mesi, come previsto per legge, con delle graduatorie definitive”. Ma un altro punto secondo Zambetti è la questione velocità: otto anni son serviti per portare a termine le palazzine di Via Bruno Buozzi, e l’emergenza case non può aspettare questi tempi: “Chiediamo gli appalti concorso e non le gare con ribasso d’asta, è l’unica certezza che può garantire case fatte rispettando i criteri della bioedilizia e del risparmio energetico”.
Bari ha più di nove milioni di euro a disposizione con la Finanziaria per la realizzazione di case per sfrattati (86 unità) e per la messa a norma di 15 unità abitative nella ex caserma dei carabinieri del San Paolo: Zambetti chiede che la cantierizzazione sia immediata. Ma nei cantieri manca ancora oggi una certezza importante: “Nel 2007 abbiamo avuto 235 incidenti mortali in Italia, fino ad oggi nove persone sono già decedute cadendo dalle impalcature, l’ultimo proprio ad Andria. E’ un dramma”. Le parole di Silvano Penna, segretario della FILLEA, sono chiare: non c’è sicurezza nei cantieri, non c’è vigilanza e le aziende sono costrette a rischiare sulla pelle dei lavoratori per tirare sul prezzo di realizzazione dei manufatti. E’ un gatto che si morde la coda: appalti lenti, mano d’opera pagata al minimo, a nero e a rischio quotidiano di morte, case che non arrivano e di nuovo una burocrazia troppo farraginosa per dare un tetto a chi non ce l’ha. I sindacati denunciano: ora la palla passa alla politica.
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