Da Bari parte “il cantiere” contro abusi e violenze
Il sindaco Emiliano: “C’è un bisogno e noi cerchiamo di cambiare il senso della vita delle vittime di violenze”
Contrastare la violenza attraverso percorsi integrati di inclusione sociale e lavorativa: è questo l’obiettivo del progetto “il cantiere dell’inclusione”, promosso dagli assessorati alle Politiche sociali dei Comuni di Bari, Mola e Triggiano e presentato in mattinata dai sindaci Emiliano (Bari), Berlen (Mola) e Cassano (Triggiano), assieme a Gianfranco Visicchio, presidente del consorzio Meridia, capofila del progetto, e Susy Mazzei, assessore alle politiche sociali del Comune di Bari.
L’iniziativa, attiva da febbraio, si rivolge a donne e minori vittime di abusi e maltrattamenti attraverso l’attivazione per ciascun soggetto di un percorso individualizzato che porti all’inserimento sociale e lavorativo. Risultato concreto del progetto è l’attivazione, da marzo, di 33 borse lavoro affidate ad altrettanti soggetti meritevoli anche di un’esperienza lavorativa contrattualizzata della durata di dieci mesi. La novità del progetto sta nella capacità di coinvolgimento di ben nove comuni del hinterland barese: difatti Bari, Mola e Triggiano non sono che i comuni capofila del progetto che include anche le aree di Rutigliano, Noicattaro, Adelfia, Capurso, Cellamare e Valenzano.
E proprio questo l’aspetto che deve riscuotere maggiore attenzione secondo l’assesore Mazzei: “Il progetto che presentiamo oggi ha un carattere totalmente nuovo e innovativo per via della sua armonicità, visto che i comuni interessati dal piano sono ben nove. Tale progetto prevede un completamento delle opere già presenti sul territorio, considerando l’esistenza di un centro antiviolenza e di una casa rifugio per donne e bambini che hanno subito maltrattamenti”.
La parte più consistente della presentazione è toccata al sindaco Emiliano, che si sofferma sugli aspetti generali del problema esaminato: “Abbiamo capito che c’è un bisogno, stiamo cercando di intercettarlo e stiamo facendo in modo che si riesca a quadrare il cerchio. Tentiamo di lavorare per far sì che l’opinione pubblica non sia segnata solo da eventi tragici ma anche dalla quotidianità. Per chi è vittima di un abuso, il solo fatto di sapere che più comuni lavorino assieme per migliorare la loro condizione è di enorme conforto. Ci auguriamo che questo progetto consenta di mettere in piedi una capacità formativa sul campo, sperando che ciò possa servire a cambiare il senso della vita di qualcuno”.
Il sindaco non manca di “catechizzare affettuosamente”, in maniera più o meno velata, gli organi di stampa: “Con grande affetto vi dico che a distanza di 4-5 giorni dall’evento violento, a seconda dell’efferatezza del crimine, le vittime delle violenze rimangono sole. Un invito che faccio a voi organi di stampa è che teniate alto l’interesse su questi avvenimenti, anche al di là della presentazione di tali progetti”.
Una battuta rapida anche per i sindaci Berlen e Cassano: “Oggi noi non ci soffermiamo solo sulla violenza minorile o femminile – dice Berlen – ma guardiamo alla violenza generale, quindi il concetto è di portata molto più ampia. A volte, però, rendere più ampio un problema contribuisce a creare maggiori difficoltà per risolverlo, difficoltà che cerchiamo di limitare grazie al progetto presentato oggi”.
“La cosa fondamentale da sottolineare – interviene Cassano – è la dimensione sovracomunale del progetto cioè l’intento di costruire la rete dei servizi in maniera armonica e non isolata. Per riuscire nel nostro impegno, però, chiediamo il sostegno del sistema privato : se i sistemi pubblici e privati agiranno da soli, non riusciremo a risolvere nulla”.
“Abbiamo accettato una scommessa difficile”, ha concluso Visicchio, “quella di garantire la possibilità che nel nostro territorio vi siano aziende disposte a svolgere anche una funzione sociale. La nostra priorità sarà individuare da un lato i soggetti che potranno essere accompagnati nel percorso formativo e lavorativo e dall’altro le aziende da coinvolgere. Per partire insieme in una vera e propria impresa che può aprire nuove prospettive d’azione per il mondo delle cooperative sociali in stretto rapporto con i soggetti istituzionali”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!






Affitti a Bari, quasi 500 euro al mese per 80 metri quadrati: pesa il 28% del reddito