Caro Papa le scrivo: risposta articolata

I lettori ci scrivono
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Egregio Francois,

leggo con molto piacere la sua missiva ed è un onere condividerne gli intenti.
In giro dicono che c’è bisogno di parlarsi, che esiste la necessità di conoscere gli altri per comprenderne le ragioni, la realtà, i sentimenti. Solo in questa maniera si potrà giungere a pacificare gli animi e a ottenere la serenità a cui ogni umano tende naturalmente, persino quelli nel Darfur, pensi.
Parlarsi però presuppone alcune condizioni: la prima è che i soggetti vogliano parlarsi, che si rispettino, e che rispettino le idee altrui.
Questi requisiti non sono sempre considerati dal Suo stimato interlocutore, e proprio perché è giusto e sacrosanto che, "pur non condividendo le idee ci si deve battere affinché l’altro le possa dire", deve risultare giusto non interferire con quelle "altre idee".
Non credo si possa comprendere gli altri, se il presupposto è che chi debba fare un passo indietro debba essere l’altro e non se stessi.
La comprensione degli altri e l’umiltà delle proprie affermazioni vanno di pari passo.
Se ciò non avviene si troverà sempre qualcuno pronto a non discutere.
Non sarà mica che è stato proprio quel Suo Stimato interlocutore a portare la "legna nel camino"?
Suvvia! Guardi quindi gli avvenimenti di questi giorni con un’altra ottica!
Può essere che non si accetti che si venga a parlare in un luogo, ben sapendo che domani verrà denigrato magari tramite altri Stimati subalterni?
Lei, così attento all’umanità e a ciò che essa dice, non potrà non ricordare di quando fu detto: nessuna legge può sovvertire la norma del Creatore senza rendere precario il futuro della società con leggi in netto contrasto con il diritto naturale, ritenendo con ciò affermare di essere depositari dell’Unica Verità e dimenticando, nei fatti, che anche Altri possano avere Uniche Verità.
Non è partendo dal presupposto di essere custodi de La Verità che si può interloquire.
Lo so. È l’essenza delle idee del suo Stimato interlocutore affermare di conoscere la combinazione che apre quella cassaforte. Ma se questo poteva essere lecito e temuto ai suoi tempi, oggi non è più possibile.
Si è mai soffermato a ipotizzare, Caro Francois,
che quel passo indietro lo debba fare proprio quel suo Stimato interlocutore, foss’anche per il fatto che per una volta almeno sarebbe quanto meno doveroso comprendere le ragioni, le realtà, i sentimenti degli altri?
Con la massima stima,

Seulement MeMême

Alessio Di Largo

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