Voci dall’hinterland: la paura di Valenzano

Riceviamo e pubblichiamo

La sicurezza è un interrogativo che necessita anche di risposte politiche

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Valenzano è da qualche giorno al centro della cronaca a causa dei recenti episodi criminali. Al di là delle soluzioni frettolose invocate per tamponare l’emergenza, vale la pena di soffermarsi, sia pure in modo sintetico, ad analizzare il contesto sociale e politico in cui sono maturati certi fenomeni.

Ci preme di dire che Valenzano, a nostro modo di vedere, è contrassegnata cronicamente da un deficit della politica e da una miopia delle istituzioni: una miopia che consiste innanzi tutto nella concezione dell’amministrazione come mera gestione dell’esistente, e non come elaborazione di un progetto di sviluppo innanzi tutto civile e culturale di una comunità.

Valenzano, da questo punto di vista, si trova a pagare lo scotto di anni e anni di assenza di politiche culturali che si possano definire tali, nonché della mancanza di volontà delle istituzioni di far maturare il tessuto civico del paese.

Non vogliamo certo indicare una correlazione automatica di causa-effetto fra le carenze della politica e delle istituzioni e l’attuale situazione di emergenza criminale che si è venuta a determinare a Valenzano. E però, laddove non c’è crescita civile e culturale, laddove una cittadinanza smarrisce il senso stesso della propria identità e del proprio essere comunità, laddove un paese cresce in maniera disorganica e disarticolata, riducendosi a un quartiere dormitorio al servizio del vicino capoluogo, si sviluppano quelle condizioni in cui può attecchire, prima ancora della criminalità organizzata, grande o piccola che sia, un senso di illegalità diffusa.

Prenda atto allora il Sindaco del Comune di Valenzano che sono questi, al di là della contingente escalation criminale e della conseguente paura di ritrovarsi coinvolti in una sparatoria, i motivi che spingono i più giovani alla “fuga dal paese”. Perché mai, difatti, un giovane dovrebbe consapevolmente e autonomamente scegliere di rimanere a Valenzano? Perché dovrebbe rimanere in un paese che alle nuove generazioni non offre nessuna prospettiva di crescita personale, nessun luogo e nessuno spazio di aggregazione e di socializzazione, nessuna opportunità per costruirsi un autonomo progetto di vita?

Il tema della sicurezza, allora, va affrontato in un’ottica complessiva, che punti innanzi tutto a lanciare e a far germogliare quei “semi” di coscienza civica e di cittadinanza attiva che possono rappresentare gli anticorpi contro fenomeni degenerativi di radicamento dei poteri criminali. C’è bisogno, in questo senso, di ampliare gli spazi di partecipazione democratica, di mettere in rete le esperienze, di coinvolgere innanzi tutto le scuole come luogo di formazione dei cittadini del domani, per far maturare una solida cultura della legalità.

Non basta dichiarare di voler mettere le telecamere a ogni angolo di strada, come fa il Sindaco di Valenzano: occorre che le istituzioni e i soggetti civili e politici che animano una comunità recuperino il senso del proprio ruolo e delle proprie funzioni.

Sinistra democratica dichiara che, da questo punto di vista, farà la propria parte. Sia con le opportune azioni politiche e istituzionali sia mettendosi a disposizione per un ampio confronto sui temi della legalità e della convivenza civile.

Claudio Di Turi – coordinatore Sinistra Democratica, comitato promotore di Valenzano

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Commenti

  • SOLOSOLE (utente non verificato)

    L’intero Parlamento escluso Di Pietro e i Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse gravi anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse – sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpe bianco,anzi nero !

  • SOLOSOLE (utente non verificato)

    Agli amici dell’ARCI dico BASTA con la retorica,la legalità si costruisce dando esempi dall’ alto ad incominciare da chi ci governa rappresenta il Paese. Se non ci sono esempi coerenti, se la Nazione viene indotta a credere che l’arroganza,lo scambio, il ricatto paga e vieni premiato, avremo sempre più un esercito di furbi e qualche fesso come me e te che continua a predicare nel deserto la legalità e una minoranza a credere in questi valori !

  • marconi33 (utente non verificato)

    Salve,condivido parte dello scritto, penso che non a tutti i costi la colpa è di qualcuno, ma cercare tutti insieme prima, che accadano cose devastanti di fare qualcosa di utile e propositivo nell’interesse comune e se occorre anche individuale. Non credo che il sindaco, o chi per esso, o alcuno, voglia un male devastante o simile a quanto accaduto, quindi poche chiacchere e datevi, o se preferite, diamoci da fare affinchè simili tragedie non si verifichino più in futuro. Enzo Cannone Torino