Consiglio Comunale: banchi vuoti causa IKEA
La richiesta è arrivata da Carlo Paolini
Sembrava troppo bello per essere vero: un consiglio comunale che alle 20.30 aveva già messo in saccoccia i primi punti all’ordine del giorno, con delle modalità di lavoro finalmente più spedite, per cercare di sfoltire la mole di delibere che si accumulano sul tavolo del presidente Giuseppe De Santis. Ma la nuvola nera del 15 gennaio si è materializzata in forma svedese su Corso Vittorio Emanuele 84: Donato Cippone ha dato lettura di una mozione urgente presentata con Sabino De Razza (Rifondazione) e Filippo Melchiorre (AN), relativa agli esuberi messi in atto da IKEA.
Ma l’aula Dalfino era praticamente vuota: Dario Ginefra, ex capogruppo DS e ormai anima del PD in Terra di Bari metteva in evidenza che “il dibattito va approfondito”, con un chiaro cenno alla mancanza dei consiglieri in aula per discutere in maniera appropriata dell’argomento, e invitava Sabino De Razza, nel suo ruolo di consulente del Sindaco sulle tematiche legate al lavoro, a produrre una relazione dettagliata sulla questione IKEA.
A chiedere il mumero legale che ha poi di fatto sospeso la seduta è stato Carlo Paolini: “un argomento così importante merita l’attenzione di tutti, così si rischiava semplicemente di far cadere il dibattito sul tema, e non come ha sostenuto qualche maligno che io avessi voglia di chiudere il consiglio per andare a seguire il Centenario del Bari Calcio”.
All’appello hanno risposto in 22: seduta chiusa per mancanza del numero legale.
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