Latte, gli allevatori pugliesi: “E’ ora di aumentare il prezzo di vendita”
Luigi Farace (CCIA Bari) alla Regione Puglia: “Necessario raggiungere subito un’ intesa”
Fissare subito un incontro con le parti “per evitare che la vertenza latte diventi un problema di difficile gestione”. Così Luigi Farace, presidente di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bari (CCIA) all’interno di un comunicato in cui si espone la posizione della giunta rispetto alla protesta degli allevatori su tutto il territorio regionale. Oggetto del contendere, il prezzo del latte alla stalla fermo da cinque anni. Gli allevatori chiedono di poterlo vendere a 48 centesimi al litro, otto in più rispetto alla precedente tariffa. Ciò in ragione anche dell’aumento del 35% di mozzarelle e latte allo scaffale. Dall’altra parte, però, ci sono le aziende casearie che, al momento, non sembrano intenzionate a pagare il latte alla stalla più di 42 centesimi al litro.
Da qui la richiesta della CCIA all’assessorato regionale alle Risorse Agricole di organizzare, in tempi brevi, un incontro con tutti i soggetti interessati. “E’ necessario – continua Farace – che le parti addivengano quanto prima ad un’intesa, perché la situazione può sfuggire di mano ed inevitabilmente a patirne le conseguenze saranno i consumatori”.
Se la vertenza non troverà nei prossimi giorni uno sbocco risolutivo, in Puglia gli stabilimenti caseari produttori di mozzarelle potrebbero risentire di un sensibile calo di produzione. La mobilitazione, infatti, sta investendo l’intera regione. E da domani alcuni stabilimenti caseari saranno presidiati dagli allevatori per impedire l’arrivo del latte. In questo momento di empasse, secondo Farace, rischia di essere in pericolo “anche la qualità del prodotto” pugliese. In particolare del fiordilatte, punta di diamante dell’export caseario made in Puglia.
“Siamo in tempo per assumere decisioni importanti – conclude Farace – anche per un futuro certificato dei prodotti trasformati, e della mozzarella in particolare affinché la sua identità sia tutelata, insieme al territorio di provenienza”.
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