Le mosse del Bari in attesa del Centenario

Oggi verrà presentato Jadid, ma si attendono altri rinforzi
Poco meno di una settimana e il Bari festeggerà i 100 anni con una cerimonia al TeatroTeam, cui faranno seguito tante altre iniziative nel corso di quest’anno. Presentata da Gianni Ciardo e Roberta De Matteis, la serata prevede la presentazione dell’ultimo libro scritto per l’occasione dallo “storico” per eccellenza del Bari, Gianni Antonucci. Ma spazio anche a premiazioni di calciatori e tecnici del passato, alla presentazione della maglia del centenario e alla proiezione di alcuni filmati storici della squadra e della città.
La società assieme a Poste Italiane ha previsto anche un annullo filatelico speciale, che potrà essere consegnato assieme alla cartolina del centenario in una postazione allestita dalle 10 alle 12.30, sempre il 15 gennaio, allo stadio San Nicola, ingresso numero 1.
Il centenario del Bari giunge in un momento storico della società alquanto delicato: non si può certo dire che in questi ultimi anni la squadra stia attraversando il suo momento aureo, né tanto meno le prospettive sembrano migliori, e la contestazione verso la presidenza non è più una novità da diversi anni. È ormai dal lontano 2001 che il Bari non calca più i campi prestigiosi della massima serie e questo denota un deciso affievolirsi dell’entusiasmo della tifoseria, per altro giustificato anche dalla mancanza di un serio progetto che, al di là delle belle parole, nella pratica non si è mai poi verificato. Lo spettro della serie C, poi, non è nemmeno quest’anno tanto lontano.
Durante i preparativi del centenario, inoltre, c’è stato spazio anche per una piccola polemica, nata all’indomani del capodanno: durante i festeggiamenti in piazza Prefettura tenutisi in occasione dell’arrivo del nuovo anno, il comico – cantautore Checco Zalone, al secolo Luca Medici, grande protagonista di Zelig e autore del tormentone che accompagnò gli azzurri durante i mondiali di Germania del 2006, durante lo show ha intonato un motivo, piuttosto orecchiabile e per niente volgare, da lui stesso definito “l’inno del Bari”, intitolato “Cuore Biancorosso”.
Un brano che potrebbe anche avere le caratteristiche di un inno ufficiale. Peccato, però, che di ufficiale non ci sia niente, se non l’intenzione del cantante di scrivere un pezzo portafortuna, proprio come quello composto per la Nazionale di Lippi. Vedremo in questi giorni l’evolversi della questione, sebbene il tutto potrebbe concludersi in una bolla di sapone e non presentare nessuno strascico, cosa di cui il Bari calcio oggettivamente non avrebbe bisogno in questo momento della stagione.
Intanto, da ieri mister Conte può disporre di un uomo in più, il primo colpo di mercato della squadra di Matarrese: ufficializzata la notizia dell’acquisto, in prestito con diritto di riscatto, di Abderrazzak Jadid, centrocampista offensivo di nazionalità marocchina, proveniente dal Brescia. Il giocatore, che comunque sarà a disposizione del mister solo tra due settimane in quanto reduce da un infortunio, è un centrocampista giovane (classe 1983) portato a spingere in avanti e dettare i tempi della finalizzazione, utilizzato soprattutto sull’out sinistro, ma che non disdegna il ruolo di trequartista.
Jadid è cresciuto nelle giovanili del Brescia, e dopo l’esperienza in C1 nel 2001 con la maglia del Lumezzane, è stato riportato subito in Lombardia, dove riuscì ad esordire anche in serie A nel 2003. Un’altra stagione nel campionato di serie B (2005-06) l’ha trascorsa in prestito al Pescara (29 partite e 3 reti), mentre l’anno scorso ha disputato 23 gare e realizzato un gol sempre con la squadra allenata da Mario Somma prima e Serse Cosmi dalla metà del campionato in poi.
Primo rinforzo, dunque, ma se ne attendono necessariamente ancora: l’arrivo di nuovi elementi potrebbe presupporre la partenza di alcuni elementi della rosa, tra i quali, oltre Desideri, potrebbe spiccare qualche nome importante. Scartato ormai l’addio di Santoruvo (sebbene potrebbe essere solo questione di mesi), potrebbero andar via Bellavista e Ingrosso, anche perché, soprattutto il difensore, si troverebbe per l’ennesima volta nella condizione di iniziare tutto di nuovo per convincere un altro allenatore delle sue potenzialità.
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