I 15 redenti dall’Opera P
Puliscono le caditoie e le bocche di lupo al Libertà e alla Madonella, con la speranza di restare in azienda
Si chiama INCIPIT, ed è un acronimo che contiene le speranze e la possibilità di redenzione lavorativa e sociale di 15 indultati baresi. Stamani il sindaco di Bari Michele Emiliano ha voluto dare risalto al progetto promosso dall’Ufficio Esecuzione Penale Esterna del Ministero della Giustizia e che vede il Comune di Bari attraverso l’Amiu cliente della cooperativa sociale Opera P. Cinque ore al giorno per 700 Euro al mese e una giacca da lavoro per essere parte integrante, almeno per 12 mesi, dell’azienda della nettezza urbana: “con questa giacca rappresentate anche me, il Sindaco di Bari”. Michele Emiliano ha sottolineato come il Comune ha destinato 80.000 euro per questo progetto, altri 90.000 invece arrivano dalla cassa delle ammende del Ministero della Giustizia: “in questo momento il mio grazie va alle persone che lavorano nell’Agenzia alla Lotta non repressiva della Criminalità, ma voglio dire a tutti che non serve certo andare a rubare per avere una possibilità di lavoro. Poi voi sapete che ho sempre considerato l’indulto un ché di rocambolesco. Confermo il mio giudizio, perché è una scelta profonda che va accompagnata in modo adeguato: infatti adesso sono centinaia le persone che sono in attesa di programmi di questo genere. Ma io so bene che la produttività degli ex detenuti è maggiore rispetto agli altri tipi di cooperative sociali, perché voi volete dimostrare che siete cambiati: è una cosa che dovete fare per le vostre donne, per i vostri figli. Essere qui oggi è per me motivo di autentica e profonda felicità, perché credevo che a Carbonara ci fosse il buio dell’assenza della speranza”.
E detto in quella che una volta era una bisca clandestina e invece oggi è la sede di una Cooperativa Sociale è una bella soddisfazione.Opera P riunisce un gruppo di persone coordinate da Filippo Di Maso e Raffaele Magrone, da sempre impegnate sul territorio al servizio degli altri e che dal 2002 hanno deciso di occuparsi di ambiente e decoro urbano, lavorando con enti pubblici e privati e i Ministeri delle Finanze e dei Beni Culturali: “Questa cooperativa sa bene che dovrà guadagnarsi le commesse, è sul mercato, e la produttività che fa guadagnare punteggio dipende anche da voi”. Nell’ambito del progetto INCIPIT in sei hanno già iniziato a lavorare a maggio, gli altri nove invece hanno iniziato a novembre: hanno un caposquadra e lavorano come se fossero dipendenti AMIU. Ma finito l’anno di lavoro c’è il rischio di tornare sulla strada disoccupati e alla mercè dei clan.
La soluzione potrebbe arrivare dal prossimo bando dell’AMIU che ricerca 300 idonei da inserire in graduatoria: “la prima infornata in azienda sarà di 50 persone", rileva Giuseppe Savino, presidnete dell’ex municipalizzata. "Con l’evidenza pubblica vogliamo mettere ordine nella confusione generata in questi ultimi tempi (leggi precari e lavoratori interinali ndr): nella graduatoria si terrà conto del reddito, del carico familiare, del servizio prestato e della disoccupazione”.
“Dobbiamo formare al lavoro e alla legalità”, Spiega Eustachio Petralla, direttore dell’Ufficio Esecuzione penale Esterna di Bari, “perché gli ex detenuti non vengono accettati dal mondo del lavoro, ed il nostro obiettivo finale è l’inclusione stabile, sia lavorativa che sociale, anche se per adesso possiamo solo curare lo start-up, le fasi iniziali di questi processi lunghi e faticosi, sia per chi esce dal carcere sia per chi deve accogliere. A Bari abbiamo avuto un interlocutore forte nel Sindaco, oltre ad una disponibilità economica che copre quasi metà del progetto”.
Ma in tutta la Provincia sono usciti dalle carceri di Trani, Altamura, Spinazzola e Bari 614 persone “indultate”: anche per loro serve un’altra chance.
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