Ecosistema Bambino: Bari al 35esimo posto
La classifica di Legambiente vede prima Torino per servizi agli under 14
“Bari città riservataria della legge 285 mostra il suo impegno sulla questione infanzia sopratuto nel primo triennio di applicazione, fornisce strumenti di partecipazione e momenti di confronto, ma abbandona il campo non sfruttando appieno le possibilità che si è costruita negli anni precedenti".
E’ in questa frase del rapporto 208 Ecosistema Bambino stilata da Legambiente che Filippo Melchiorre, capogruppo di AN al Comune di Bari, vede il totale fallimento dell’operato della Giunta Emiliano nell’ambito dei servizi offerti ai più piccoli affinche la città sia anche casa loro.
"Va ricordato", sottolinea l’ex assessore ai servizi sociali, "che i primi tre anni a cui si riferisce la relazione riguardano il lavoro della precedente amministrazione di centrodestra. Quindi anche sulle politche dell’infanzia, l’amministrazione attuale non riesce a rispondere al fabbisogno reale, perdendo nei servizi offerti in qualità e quantità. Infatti il rapporto non vede effetti positivi del tanto decantato piano sociale di zona e delle inconsistenti iniziative denominate Ospite Bambino".Melchiorre propone di riprendere in mano cose antiche ma a suo dire forti, che hanno lasciato un segno, e rilanciarle; come la Città dei Ragazzi al Della Vittoria, l’apprendistato, i nove consigli di quartiere dei ragazzi. Ma manca il coordinamento secondo l’uomo di An tra gli assessorati cardine delle politiche di intervento sulle necessità dei più giovani: non solo istruzione,ma anche cultura e servizi sociali, al quale aggiungere l’assessorato allo sport. "Ricordo che con D’Oria, che aveva la delega allo sport e alle politiche giovanili lavoravamo gomito a gomito, ora questo non succede più, e non si tiene conto che il proliferare della devianza e della microcriminalità si innestano dove non ci sono spazi sufficienti dedicati alla partecipazione e all’aggregazione dei nostri ragazzi, anche dei più piccoli".
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