Saldi, caccia all’affare

Antonio Scotti

Ogni famiglia arriverà a spendere duecento euro. Anche quest’anno al via l’iniziativa “Saldi Chiari”

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Mancano poco meno di ventiquattro ore. Il countdown per l’inizio dei saldi è già partito. Nelle vie del centro murattiano i negozi sono praticamente deserti. La gente girovaga tra le vetrine prendendo appunti sui prezzi e visionando ciò che fra un giorno sarà oggetto di lunghe code davanti ai negozi.
Il giro d’affari che ruota attorno a questo primo appuntamento stagionale degli sconti è di circa 5 miliardi di euro. Secondo le stime, ogni famiglia arriverà a spendere mediamente duecento euro.

Intanto, tra i commercianti non manca chi ha deciso di accordare il prezzo scontato in anticipo. “Solo ai clienti”, ci racconta un esercente del Libertà. “Del resto – precisa –  in questi giorni sarebbe impossibile fare altrimenti, visto che sono pochissimi quelli che entrano nei negozi per comprare”.
Alcune saracinesche sono chiuse. Fuori un cartello indica il rifacimento dell’inventario. In realtà molti stanno recuperando dai magazzini merce della passata stagione e mai venduta. In alcuni casi si tratta di affari, ma in molti altri le associazioni dei consumatori hanno già lanciato l’allarme sul rischio truffa.

Uno dei pochi strumenti di garanzia che i cittadini hanno rispetto la possibilità di non essere presi in giro, è rappresentata dall’iniziativa “Saldi Chiari”: un decalogo di regole che nel 2006 sottoscrissero, associazioni di consumatori, Confcommercio e Federmoda con l’obiettivo di connotare in trasparenza i saldi. Ad aderire all’iniziativa circa 1500 negozi. Gli operatori commerciali non potranno rifiutare il pagamento con carte di credito e bancomat. E tra le regole presenti nel decalogo figura anche l’obbligo, dai parte dei commercianti, di provare e sostituire i capi acquistati. Non solo. Tutta la merce che non si potrà più cambiare dovrà essere rimborsata al cliente con un buono spese di pari importo.

Vietato anche utilizzare manifesti sulle vetrine con proclami del tipo “sconti fino…”. Così come sarà necessario indicare su ogni capo la percentuale di sconto applicata e il prezzo pregresso. Ma tra la gente che passeggia in corso Cavour si respira diffidenza: “Sono curiosa di vedere i prezzi fra un paio di giorni – racconta Adele M., 32 anni -. L’anno scorso notai come gli importi differissero di poco rispetto a quelli indicati nei giorni precedenti. Bisogna stare attenti, questa è la verità”.
Tra i commercianti c’è anche chi i saldi li vorrebbe tutto l’anno: “E’ ora di finirla con sconti stagionali – racconta Nico Pesce, gioelliere di via De Giosa –  sarebbe bene liberalizzarli, anche perché gli sconti li facciamo quotidianamente pur di non far tornare indietro la clientela”.
Gli sconti dureranno fino al 28 febbraio e per i commercianti si tratta di un appuntamento da non fallire, visto che una parte consistente dei loro guadagni annuali ruota attorno alle riduzioni di gennaio e luglio: “A Natale abbiamo recuperato un trend in netta discesa solo nei giorni antecedenti il 25 dicembre – conclude Pesce – diciamo che il bicchiere è mezzo pieno, ma siamo lontani dagli entusiasmi di una volta”.

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