La lavagna tattica di Bari – Lecce

Christian Montanaro

Dimissioni o esonero : non c’è altra via

0 commenta

Ridicolizzati dagli odiati cugini.
Peggio non poteva andare al Bari.
L’avevamo detto che questa squadra non sa tessere due vittorie di fila, e così purtroppo è stato.

Col Lecce, seconda forza attuale del campionato, si poteva anche perdere.
Ma non perdere la faccia, come invece si è fatto.

Lo 0 – 4 interno non lascia adito a dubbi o alibi.
Superiorità schiacciante quella dei salentini che pure avevano defezioni importanti.

A livello tattico il suicidio di Beppe Materazzi, la cui panchina a questo punto non dovrebbe essere più confermata, è stata la sostituzione di Mariano Martin Donda con Alessandro Gazzi.
Meglio a quel punto sarebbe stato fare l’inverso.
La presenza del “rosso” a centrocampo ci voleva, ma non a scapito della fantasia dell’argentino che, d’accordo, avrà pure la saudade, non starà giocando al meglio, ma è l’unico in organico ad avere una spanna di talento più degli altri.

Per rimontare i due goal di passivo il tecnico di Arborea si era affidato alla sete di riscatto di Massimo Ganci, poche ore prima guarito dai postumi febbrili.
Ma tre punte il Bari non poteva contenerle contro un Lecce di quella caratura.
Poco contava se Ganci si era posizionato sulla destra, o Cavalli sulla sinistra.
Il Lecce andava limitato sì sulle fasce, ma dall’inizio e magari con un doppio terzino.

Il risultato sono stati i metri regalati a Zanchetta e soci per impensierire ancor più Gillet.
Altri due goal nel secondo tempo, più uno non accordato per off-side.
L’altra contraddizione tattica : togliere Cavalli per inserire Strambelli.
Quale era a quel punto lo schema del Bari?

Forse il 4-3-1-2, ma chi lo sa.
Galasso non aveva più una posizione definita sul terreno di gioco e il nuovo entrato faceva il rifinitore per due punte, ridando al Lecce ciò che si era cercato di togliere : ovverosia la supremazia sulle fasce.
Tanta confusione e poco costrutto davvero in una gara che non si doveva assolutamente perdere.

Ora il futuro di Beppe Materazzi è appeso ad un filo.
Nel momento in cui scriviamo non conosciamo i possibili sviluppi della storia, ma è chiaro che un esonero è nell’aria.
Dispiace a livello umano.
Materazzi è un brav’uomo e nemmeno incompetente, checché ne dica qualcuno.

Semplicemente a livello professionale si operano delle scelte, sulla base dei risultati.
La squadra non ha mai avuto una vera identità, passando costantemente da uno schema di gioco ad un altro, senza convinzione e certezze di uomini.
Al tecnico è stata concessa più di una chance per raddrizzare la barca, ma ci sembra chiaro che non ci sia riuscito.
A questo punto i rinforzi servono a poco, e crediamo che l’esonero o le dimissioni del tecnico sarebbero un toccasana per tutti.

Ripetiamo : dispiace. Soprattutto perchè è Natale. Ma nel calcio i sentimenti vanno messi da parte.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!