Fibronit, vietato dormire
Nicola Brescia invita a non abbassare la guardia sulla questione amianto
Sempre più spesso, ormai, entriamo in contatto con persone che scoprono di aver respirato una fibra d’amianto di troppo e, quindi, di aver contratto il mesotelioma pleurico. Lo abbiamo detto tante volte, ma non basta. Il mesotelioma è la patologia legata a doppio filo all’inalazione di fibre d’asbesto che la Fibronit, ma non solo, ha contribuito in modo determinante a diffondere nell’aria della nostra città. Il prezzo pagato sino ad oggi è pesantissimo. Ma forte è il timore che si sia solo agli esordi del periodo più difficile per la città di Bari nel suo rapporto con le malattie asbesto-correlate. Tra il 2009 ed il 2010 entreremo in quello che gli esperti chiamano "fase di picco", in cui il numero delle diagnosi di mesotelioma pleurico sarà, purtroppo, molto più alto. È il periodo di latenza della malattia che comincia a scadere. E così continuerà per i prossimi 10/15 anni. Non possiamo non tenerne conto. Qualcuno, un oncologo, recentemente ha detto che le emergenze sanitarie sono tante e il mesotelioma è numericamente meno complesso di altre situazioni e che comunque la sanità pugliese è preparata ad affrontare sia professionalmente che organizzativamente questa emergenza. Purtroppo non condividiamo questa posizione e la conferma ci viene dai tanti segnali che quotidianamente ci vengono offerti. Vedi la totale assenza della parola amianto nella bozza del piano regionale della salute; vedi la difficoltà di coloro che vengono colpiti dal mesotelioma di avere una diagnosi certa in tempi brevi e dell’inizio della terapia farmacologia o chirurgica efficaci per combattere questa patologia che oggi comincia a fare meno paura di qualche anno fa; vedi il procedere lento di iniziative necessarie a monitorare, censire e bonificare ogni contesto inquinato da amianto nelle sue diverse miscele presenti nella nostra città. Qualche settimana fa abbiamo segnalato a tutti gli organi competenti l’esistenza a ridosso di abitazioni e uffici pubblici (I.N.P.D.A.P.) dell’esistenza di un’altra serie di capannoni con coperture in cemento-amianto in avanzato stato di degrado che sono pericolosissime per quanti vivono la loro quotidianità intorno a quell’area. Ad oggi solo l’Amministrazione Provinciale, per il tramite dei suoi organi di polizia e di protezione civile, si è attivata. Dagli altri enti o amministrazioni pubbliche, nessuna notizia. Eppure la Fibronit dovrebbe avere insegnato qualcosa. A proposito di Fibronit: sappiamo che è in corso, speriamo, l’attività di studio per la messa in sicurezza definitiva dell’area e per la realizzazione del parco urbano. Ma non sappiamo altro, se non l’idea lanciata da qualche buontempone della politica barese che ha proposto di far passare i binari del realizzando "nodo ferroviario" all’interno dell’area Fibronit togliendo in questo modo una parte del futuro parco. Siamo certi che dopo aver portato la vicenda Fibronit come fiore all’occhiello di una politica di riscatto dei cittadini, i protagonisti politici della nostra città, Provincia e regione, non lascino appassire questo fiore davanti alle piccolezze politiche del consigliere o assessore o presidente di turno e abbandonino il sistema di progettazione a comparti stagni, ma si attivino per una visione più aperta e sistemica che sulla Fibronit sembrava acquisita. Auguri a tutti di Buon Natale e felice anno nuovo.
Per il Comitato cittadino Fibronit
Il Presidente
Nicola Brescia
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