Porto di Bari: scoperti 90 lavoratori a nero in una cooperativa
Il datore di lavoro dovrà pagare da 1.500 a 12.000 euro più 150 per ogni giorno/uomo lavorativo accertato
Trovati 90 lavoratori impiegati “in nero” in una nota società cooperativa nel Porto di Bari. La scoperta è della Guardia di Finanza di Bari, al termine di una approfondita indagine economico-finanziaria, finalizzata al controllo degli adempimenti tributari e al contrasto del lavoro sommerso.
In particolare, è stato accertato che i lavoratori, per la maggior parte giovani in cerca del primo lavoro, dopo un colloquio iniziale con il titolare della cooperativa, venivano impiegati per un periodo non superiore a due/tre mesi, con la prospettiva di essere poi assunti regolarmente.
Ma non andava così. Allo scadere dei tre mesi, venivano allontanati dal posto di lavoro, senza alcuna giustificazione, oppure, come è stato successivamente, accertato, venivano reimpiegati a distanza di tempo.
Il titolare della cooperativa riusciva in tal modo ad eludere l’attuale normativa sul lavoro, dichiarando che gli assunti altri non erano che collaboratori “a progetto”.
Per questo motivo, le irregolarità constatate sono state segnalate ai competenti uffici, mentre i connessi aspetti fiscali sono al vaglio dei finanzieri. Pesanti sono le sanzioni cui andrà incontro il datore di lavoro. Per ogni lavoratore “a nero”, in base al decreto Bersani, è prevista una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 euro, a cui se ne aggiungono 150 per ogni giorno/uomo lavorativo accertato.
Commenti
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QUESTI PRESIDENTI O MEGLI DELINGUENTI DI COOPERATIVE E TUTTI I DATORI DI LAVORO CHE ANTEPONGONO I LORO PROFITTI E FACILI GUADAGNI, ALLA DIGNITA’ DI CHI LAVORA PER PORTARE IL PANE AL CASA MERITEREBBERO UNA SOLA COSA : LA GALERA,SENZA SE E SENZA MA !
Elio Di Summa






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