Adria Bari sconfitta in casa da Mesagne

Claudio Cimaglia

Partita tirata e tanto, troppo, nervosismo

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Ancora una sconfitta per l’Adria Bari di coach Macellaio. Ieri sera, di fronte al proprio pubblico, la squadra barese di C2 è stata sconfitta da Mesagne per 80 – 91.
Una gara davvero molto tirata il cui risultato non rende giustizia ai ragazzi in canotta arancione. 11 punti sono maturati tutti nel tempo supplementare, dopo che i primi 40 minuti sono terminati 75 – 75.
La partita è stata tutta un lunghissimo punto a punto durato fino al suono della sirena. Il massimo vantaggio è stato di 6 punti per la squadra ospite, ma non è mai durato più di un paio di azioni.
È davvero difficile riuscire a stabilire chi abbia giocato meglio. Entrambe le squadra hanno messo in atto difese molto chiuse e quasi senza errori. In attacco invece sono state le giocate individuali che hanno fatto la differenza.
Inutile evidenziare ancora una volta quanto pesi per l’Adria l’assenza di un pivot di ruolo. Ieri sera il centro avversario, Risolo, ha disputato un grandissima gara ma, per onor del vero, senza voler nulla togliere alla notevoli doti del giocatore, se fosse stato marcato da un avversario fisicamente alla sua altezza, probabilmente l’esito della gara sarebbe stato differente.
Di notevole spessore anche la prestazione della guarda leccese, De Maria, il quale nel primo quarto non ha sbagliato un colpo facendo molto male ai padroni di casa. Poi per il resto della gara è stato magistralmente marcato dal buon Orfino, il quale gli ha concesso veramente poco permettendo ai suoi di giocarsi la partita fino alla fine.
Per quel che riguarda i baresi, sul piano cestistico si segnala la buona prestazione di Traversa, sua la tripla che ha permesso ai baresi di pareggiare al tre secondi dalla fine, ma non è riuscito a tenere i nervi e la bocca a posto. Troppo tempo a protestare contro la coppia arbitrale e a bisticciare con gli avversi, piuttosto che concentrarsi al massimo sulla partita. Avrebbe potuto contribuire un po’ di più.
Non che spesso non abbia avuto ragione; la coppia arbitrale ieri sera ha commesso un galleria di orrori che al confronto Dario Argento è un simpatico dilettante. Essi, diretti responsabili di tanto nervosismo, non sono riusciti a tenere le redini di una partita che, si sapeva, non sarebbe stata molto facile da gestire.
Certamente la sconfitta dei baresi non è arrivata per colpa dell’arbitraggio. Gli errori, o orrori che dir si voglia, ci sono stato da ambo le parti.
Su quel che è stata la partita Bari è stata protagonista di una buona prestazione. Al di là di errori dovuti alla fretta e all’eccessivo nervosismo, si è vista una pallacanestro dinamica e molto veloci.
Buona la zona dei leccesi, ma altrettanto efficace la box dell’Adria, atta a limitare le iniziative dei già citati De Maria e Risolo.
L’ultimo quarto, al cardiopalma fino all’ultimo secondo, ha visto continui e repentini cambiamenti di rotta. Se fino a quel momento l’Adria era stata brava a gestire quei tre punticini di vantaggio, si è trovata improvvisamente sotto di sei, a due minuti dal termine.
Grande Traversa a portare la squadra al supplementare che però è stato una catastrofe.
Il crollo fisico e psicologico dei ragazzi di Macellaio ha permesso agli avversari di accumulare punti su punti. La palla proprio non voleva entrare e gli ospiti sono stati bravi a non gettare alle ortiche i tiri liberi a disposizione.
Finisce 80 – 91, con l’augurio per l’Adria Bari, di riaddrizzare la precaria condizione in classifica, subito dopo la pausa natalizia.

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