Stragi sul lavoro: si discute senza costrutto

Rosario Polizzi*
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Credo che si rimanga sconvolti dalla leggerezza con cui vengano spenti i riflettori su di una tragedia così grave che ha colpito il mondo del lavoro.
In quanto componente del Comitato Bicamerale per l’Indagine Conoscitiva sulla SICUREZZA e l’IGIENE del LAVORO, costituita dalle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, nel Novembre 1997(07/11/1997), mi sono occupato con parlamentari di tutte le forze politiche e in particolar modo in quanto medico,di questa tematica di alto profilo umano e sociale.
Abbiamo incontrato tutti i soggetti operanti in Italia in questo delicatissimo ambito, con sopralluoghi anche in zona di Bari e Taranto, per verificare de visu le condizioni di lavoro sotto l’aspetto della Sicurezza e dell’Igiene del Lavoro.
Nel maggio 1997, una delegazione del Comitato, composta dal presidente Carlo Smuraglia, dal Vice Presidente on. Santori e on.Polizzi, prese parte all’Aia alla Conferenza internazionale sui «costi e benefici» relativi alla prevenzione, acquisendo informazioni e materiale di notevole interesse.
Nel lavoro del Comitato non sono mai emerse differenze ascrivibili a posizioni ideologiche diverse o ad appartenenze politiche. Il Comitato ha lavorato sempre in pieno accordo e questo esempio merita di essere evidenziato con orgoglio e rende giustizia al personale impegno e alle intrinseche qualità di tutti i componenti il Comitato.
Si è visto che sin dai lavori della Commissione «Lama» (1988-89) non è cambiato il quadro complessivo e, pertanto, non è accettabile che il lavoro produca effetti così disastrosi prima di tutto sul fattore umano (che costituisce il patrimonio più alto della società) ma anche sul fronte economico, quello che è stato definito,nell’incontro internazionale dell’Aia, come il «costo della non prevenzione».
Intanto si è andato profilando un crescente interesse della Comunità europea sui problemi della sicurezza e della prevenzione, si è attuata (sempre con ritardo) la direttiva sulle industrie estrattive, quella sulla segnaletica di sicurezza, quella sulle lavoratrici madri e infine quella sui cantieri mobili e temporanei.
Va lamentato, altresì, un grave ritardo nella creazione dei Dipartimenti di prevenzione, in alcune regioni mancano tuttora e in altre non brillano per efficacia e funzionalità.
Ci sono moltissime situazioni in cui l’organo di vigilanza non può svolgere i propri compiti in modo adeguato, per carenza di personale, di strumenti e di mezzi.
Ciò è dovuto anche al fatto che tranne in pochissimi casi, questi organi di vigilanza programmano le visite su input esterno di privati o di organizzazioni dei lavoratori o addirittura della magistratura.
L’assenza di un coordinamento è fortissima, tuttavia dove i Prefetti o altri organi dello stato hanno compreso la delicatezza del problema e si sono fatti promotori di forme svariate di coordinamento, i conflitti sono scomparsi ed i risultati sono stati proficui.
Nella fase conclusiva dei lavori del Comitato sono state evidenziate, peraltro, alcune priorità sul piano puramente operativo fra cui l’ urgenza di realizzare un testo unico contenente principi e norme -quadro valide per tutti. Ciò consente di disporre di uno strumento formativo e informativo dinamico e facilmente comprensibile per tutti gli addetti ai lavori .
Ora mi chiedo, non senza preoccupazione,quali misure hanno inteso adottare a favore dei lavoratori ( ormai abituati ad essere ingannati), con l’ultima nata: "Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia"-Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto 2007.
E’ NECESSARIO ASPETTARE ANCORA LA LEGGE ELETTORALE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA SICUREZZA SUL LAVORO!? 

* (portavoce de LA DESTRA)
Direttore Cattedra di Metodologia Chirurgica

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