Il Forum del terzo settore verso il rilancio

Paola Mammarella

Associazioni, enti di volontariato e cooperative riunite a San Marcello contro la demotivazione

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Il no profit sta vivendo una fase di stasi. È emerso durante la riunione di associazioni, cooperative e enti di volontariato componenti il Forum del Terzo Settore, attivo in questo periodo per la riconferma del patto associativo. Nato 4 anni fa, a ridosso dell’approvazione del Piano Sociale di Zona, il Forum ha visto evolversi le associazioni che, come spiegato dal portavoce Andrea Mori, sono passate dalla rivalità al dialogo. Competizioni per la gestione dei servizi, che hanno lasciato il passo a riflessioni comuni con cui formulare rivendicazioni più o meno tenute in considerazione dalle istituzioni. Dall’entusiasmo iniziale il Forum sta ora facendo i conti con il venir meno della motivazione. Adesioni non confermate e riunioni disertate pongono una serie di problemi. Come i dubbi sui rinnovi delle quote annuali, che si attestano sui 100 euro per le cooperative sociali e 50 per le associazioni, mentre diventa complicato attrarre nuove realtà associative, spesso meteore del terzo settore. “La motivazione è prevalentemente culturale”, continua Mori. “È più facile essere attenti alla spendibilità concreta degli argomenti trattati rispetto a visioni virtualizzate e rarefatte, come la politica, che fa venir meno l’affluenza”. Il rilancio del Forum deve necessariamente passare attraverso “interlocuzioni qualificate”. Si pensa a povertà, emarginazione, bullismo ed ecosostenibilità come temi trainanti. Materie fortemente sollecitate dal Provveditorato. Paradossalmente sono proprio le istituzioni a chiedere al Forum di esistere. Per intrattenere un dialogo diverso dai soliti approcci sindacali, corporativi o economici. Obiettivi che i 9 componenti del coordinamento , insieme ai 3 portavoce dell’esecutivo cercano di perseguire con tematiche trasversali. In grado di coinvolgere tutte le tipologie appartenenti al no profit.

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