Codice etico, ci siamo

Antonio Scotti

Continuano le consultazioni del Senato accademico. Ma oramai è fatta

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In Ateneo nessuno sa a che ora finirà la seduta del Senato accademico. Forse si farà anche notte. Anche se l’aria che si respira è che il codice etico sarà approvato, per buona parte, così come è uscito ieri dal consiglio d’amministrazione. Insomma, quel che è certo è che da domani l’ateneo barese potrà disporre, per la prima volta nella sua storia, di un codice di regolamentazione basato sull’etica e la trasparenza.
Dalle prime anticipazioni sul testo, si capisce subito che sarà un codice il cui articolato non avrà un valore strettamente vincolante, anche se costituirà un elemento determinante nella valutazione di chiunque decida di trasgredirlo. In pratica non ci potranno essere sanzioni, ma allorquando un docente, un amministrativo o uno studente dovesse violare le prescrizioni interne, sarà ovviamente tenuto in conto semmai, in seguito, dovessero essere avanzate richieste di fondi suppletivi o, in particolar modo per il personale e i docenti, nomine di avanzamento.

Il codice etico, per questo, prevede la nomina di un organo specificatamente dedicato come l’Autorità garante. Che sarà composto, in primis, da un docente ordinario con almeno dieci anni di anzianità, nominato dal Senato accademico. In affianco ci saranno due presidi di facoltà sorteggiati all’inizio di ogni anno accademico. Il codice, ovviamente, entrerà in vigore quando sarà pubblicato sul sito istituzionale dell’ateneo barese. Pochi giorni, specie se rapportati ai quasi due anni di gestazione che ha comportato la stesura del testo.

Dopo lo scoppio del caso “parentopoli” nell’ateneo barese, il codice etico invita a ciascun docente a evitare sovrapposizioni parentali all’interno di uno stesso ambiente lavorativo. Si tratta di rinunciare alla richiesta di “afferenza a un dipartimento nel quale lavorino docenti parenti o affini”.

Oltre questo viene espressamente ammonita la possibilità che parenti o affini possano far parte anche di “commissioni giudicatrici”. E a ciò si aggiunge l’invito a non affidare “supplenze”, o altri incarichi, a parenti che dovessero eventualmente far parte anche di “un altro raggruppamento disciplinare”.

Il codice etico interviene, quindi, su tutte quelle infiltrazioni parentali o clientelari che ostacolano il raggiungimento di un quadro trasparente nella composizione del corpo docenti dell’ateneo. E così sono rigorosamente messi al bando, sempre da un punto vista valoriale e non sanzionatorio, atti di favoritismo, pressioni psicologiche verso colleghi subalterni e, sopratutto, cumulo di cariche.

In sostanza, si tratta di una riformulazione complessiva dei comportamenti e dei valori ad essi sottesi, che se nelle prossime ore non troverà un ostacolo dal veto del Senato accademico, porterà l’ateneo barese a compiere un primo passo verso la trasparenza. Ciò determinerà anche la rivisitazione dello statuto universitario, che dovrà recepire gli orientamenti contenuti nel codice.

GLI STUDENTI Per molti di questi il valore non sanzionatorio del codice non costituirà  “un argine contro il nepotismo”. E per questo, l’Unione degli universitari (Udu) ha già invitato il rettore Corrado Petrocelli ad approvare lo “statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti” accolto favorevolmente dal CNSU (consiglio nazionale degli studenti universitari) e che “il ministro Mussi ha già recepito seppur con alcune modifiche”.

“Crediamo – si legge in una nota dell’Udu di Bari – che in tutte le sedi consone, a partire dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, l’ateneo barese debba spingere verso l’adozione di norme più severe e trasparenti per il reclutamento dei docenti, affinché ci si doti in Italia di un sistema meritocratico, in cui conti davvero quel che si conosce e non chi si conosce”.

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Commenti

  • lorelay86 (utente non verificato)

    queste sono le solite cose all’italiana.c’era bisogno di regolamentare un codice etico quando queste sono delle cose che già per ordine naturale non dovrebbero mai esserci.e poi un codice che ha valore solo etico ma non ha nessun tipo di fondamento,non ha senso.i docenti continueranno nell’inserire i figli nipoti mogli(noi studenti non siamo rispettati nè come persone nè come persone che pagano per avere un servizio.e come diceva Totò”e io pago…”.