Indagine viabilità pugliese, primo passo verso il piano trasporti integrato
Vi è la necessità di potenziare l’offerta ferroviaria e il corridioio 8
“Finalmente siamo in possesso di dati significativi per la individuazione delle priorità con appropriatezza”. L’assessore regionale ai trasporti, Mario Loizzo, è assolutamente convinto della rilevanza dell’indagine voluta dal suo assessorato, congiuntamente a quello dell’assetto territoriale, per avere un quadro definito sulla situazione generale. Per la prima volta insieme due assessorati pugliesi collaborano, dunque, strategicamente alla costruzione di un piano di trasporti sostenibile anche da un punto di vista territoriale.
L’indagine sui volumi di traffico e mobilità in Puglia presentata questa mattina a Bari è il primo passo verso quel progetto. “Si tratta di una ricerca mai effettuata prima d’ora in Puglia”, ha detto Loizzo.
Commissionato a Tecnopolis, il lavoro, terminato quindici giorni fa e le cui valutazioni finali saranno pronte entro marzo, ha messo in luce alcune criticità del sistema viario locale, come la manutenzione stradale e gli orari di traffico più intensi, ma ha anche posto una buona base di informazioni da cui cominciare per analizzare l’intricata questione.
“In Puglia”, ha spiegato il responsabile del progetto, Stefano Ciurnelli, “si devono gestire 30.000 km di strade”. Nelle ore di punta il traffico nei punti nevralgici della rete risulta spesso congestionato. Oltre 60.000 veicoli al giorno transitano, ad esempio, sulla statale 100 (Bari-Taranto), che accumula uno stress viario superiore a quello smaltito dall’autostrada A1 Firenze-Bologna. La ricerca ha evidenziato, in questo caso, come puntare sul trasporto ferroviario diventi fondamentale, purché i binari si presentino come valida alternativa. Tesi ampiamente supportata da un altro dato: ogni auto ha in media 1,5 passeggeri contro la cifra di 1,3 della media nazionale.
La velocità media sulle strade pugliesi a quattro corsie è di 90 km/h, mentre è di 80 su quelle a due corsie. “In questo modo”, ha detto ancora Ciurnelli, “si spiegano molti degli incidenti lungo le carreggiate extraurbane”. Di notte si arriva addirittura ad una media di 130 km/h, mezzi pesanti compresi.
Per quanto riguarda lo spostamento via mare, l’82% in estate e il 75% in inverno degli ospiti del porto di Bari si muovono verso paesi al di fuori dell’area Schengen: il che significa che il capoluogo pugliese, vera porta d’Oriente, sarebbe ancor più pronto a svolgere il proprio ruolo con il potenziamento del corridoio 8.
“Anche per la pianificazione territoriale”, ha concluso l’assessore regionale all’assetto del territorio, Angela Barbanente, “è uno studio molto importante per il punto C del Drag. Ma soprattutto, ora sappiamo che potremo dialogare con i Comuni sulla base di argomenti tecnici approfonditi”. Un modus operandi che dovrebbe abbassare costi e ridurre i tempi, spesso allungati a causa delle richieste di compatibilità territoriali presentate dagli enti locali.
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