La lavagna tattica di Treviso – Bari

Christian Montanaro

Prova buona, ma solo a metà

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Fresco di rinnovo contrattuale (fino al 2011) Ivan Rajcic è stata una delle mosse a sorpresa nella vittoria di Treviso.
In campo lui e non Gazzi per coprire Donda.
Ci si aspettava il contrario, essendo il croato più portato alle incursioni nella metà campo avversaria. L’altra novità è stata rappresentata dal duo iniziale Ganci – Lanzafame.

Cavalli in panchina.
Materazzi puntava sulla velocità e sul goal dell’ex.
Piani scombussolati dall’infortunio di Lanzafame. Dentro allora Cavalli.
Per il resto tutto nella norma.

Buona partita di Donda, molto propositivo e ispiratore del passaggio vincente per Galasso.
E tutto sommato non male la prestazione della difesa, impegnata nel difficile compito di tenere a bada Beghetto e Barreto, ovverosia due che in serie A hanno giocato e non vi sfigurerebbero ancora.
Nel finale i veri affanni, ma a quel punto era subentrata la paura di non vincere più l’incontro.

Sulle fasce il Bari si è espresso bene, al di là del fatto che i match-winners siano stati proprio i due laterali.
In netta crescita Galasso, che nelle ultime settimane era stato alquanto opaco.
Tabbiani invece ha confermato di essere in buona condizione.
Il tridente costituito da Bepi Pillon dalla mezzora della ripresa ha creato un po’ di affanno alla retroguardia biancorossa.

Ai già pericolosi Barreto e Beghetto si era aggiunto infatti anche l’ex atalantino e napoletano Inacio Pià.
Un pericolo in più, data la velocità di quest’ultimo.
Comprensibile la preoccupazione a quel punto di Beppe Materazzi.
Giusto inserire un centrocampista in più.

Uno come Gazzi, abile a far filtro davanti alla difesa, serviva come il pane in quel momento.
La scelta però di togliere dal campo un attaccante (Ganci) di fatto consentiva al Treviso di prender campo.
Meglio forse sarebbe stato togliere dal terreno di gioco il già stanco Tabbiani, di fatto uscito poi pochi minuti dopo.
La maginot difensiva biancorossa si stringeva quasi a cinque uomini difensivi, considerando che “il rosso” andava a posizionarsi quasi da libero aggiunto.

Ma la carica del Treviso, che si allargava sulle fasce col tridente, era imponente e destava le sue preoccupazioni.
Se l’occasione fallita nel finale da Barreto fosse andata dentro, non staremmo a parlare di una vittoria attesa da tre mesi, ma dell’ennesimo passo falso di una squadra che non sa imporre per tutti i novanta minuti il proprio gioco, e davvero non troviamo fallaci le dichiarazioni di Bepi Pillon, allorché ha detto che se avessero pareggiato non avrebbero rubato nulla, considerando anche i due rigori lamentati dai trevigiani.

Ma è Natale, questa vittoria è un gradito dono e preferiamo guardare il lato mezzo pieno del bicchiere, augurandoci che questo 2007 privo di soddisfazioni finisca quanto prima, e che con il nuovo anno la compagine biancorossa cambi finalmente rotta.

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