Treviso – Bari 1-2 (Tabbiani; Galasso; Beghetto)

Finale con brividi però per i galletti
Torna alla vittoria il Bari.
Come ci si augurava da un bel po’ di tempo. Sia lodato il Signore.
Rotta l’astinenza che durava da quasi tre mesi.
Liquidato il Treviso dell’ex Bepi Pillon, squadra dal grande potenziale, ma che anche oggi ha confermato di non riuscire ad esprimersi al meglio, che ha polemizzato col direttore di gara per due rigori non accordati.
Piccolo passo in avanti in classifica per gli uomini di Beppe Materazzi.
Un biglietto da visita più decente per presentarsi al derby di sabato prossimo, nella speranza che fino ad allora la neve che quest’oggi ha imperversato a Bari sia cessata.
Formazione più o meno annunciata quella del Bari, ma con due novità di fondo : Ganci titolare, con Cavalli dirottato in panchina, e preferenza accordata dal primo minuto, accanto a Donda ,al croato Rajcic invece che al più accreditato Gazzi.
Cavalli, però, aveva modo di rifarsi dopo pochi minuti, subentrando all’infortunato Lanzafame.
L’inedita coppia d’attacco a quel punto diventava quella composta da Cavalli e Ganci.
Il Bari era ben schierato in campo e concedeva poco.
Barreto e Beghetto erano un’insidia lì davanti, ma Esposito e Stellini li arginavano bene, e quando non ci riuscivano loro, ci pensava Jean Francois Gillet, attento in un paio di circostanze.
Il primo goal del Bari arrivava al 25’. Azione impostata sul versante sinistro del gioco, palla allargata su Antonelli che metteva un interessante traversone in mezzo, sul quale sopraggiungeva Tabbiani, in anticipo su Ganci, che di testa trafiggeva Calderoni, mandando la palla quasi all’incrocio dei pali.
Uno a zero per il Bari e strada in salita per il Treviso che, nel tentativo di riequilibrare le sorti della gara, esponeva il fianco all’avversario.
Come quando concedeva a Mariano Martin Donda la possibilità di servire Galasso in profondità. Il diagonale dell’esterno biancorosso era preciso e angolato e si infilava alle spalle di Calderoni.
Due a zero per il Bari all’intervallo. Una scena inconsueta in questo campionato.
Ma era ancora il Bari a rendersi pericoloso all’inizio della ripresa. Rajcic da venticinque metri tentava un coraggioso pallonetto che per poco non beffava l’estremo difensore trevigiano.
A quel punto, però, cresceva il Treviso che alzava il proprio baricentro, schiacciando i galletti nella propria metà campo.
Ci voleva ancora una volta un super Gillet per negare la gioia del goal prima a Viali e poi a Bonucci.
Pillon le tentava tutte per pareggiare, inserendo anche la terza punta al 26’ della ripresa.
Tridente quello del Treviso piuttosto temibile da quel momento, costituito da Inacio Pià, Barreto e Beghetto.
Materazzi capiva l’antifona e toglieva dal campo Ganci per inserire Gazzi e poi immettendo Strambelli in luogo di Tabbiani.
Maggiore protezione a centrocampo, per non concedere troppo agli avversari.
La paura di vincere il match faceva però novanta e il Treviso ci credeva seriamente, accorciando le distanze con Beghetto al 44.s.t.
Ancora una volta Bari che si complicava la vita da solo.
I quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro Dino Tommasi di Bassano del Grappa facevano venire la pelle d’oca, col Treviso a spingere alla ricerca del goal del 2 a 2, ed il Bari tutto chiuso dietro.
La clamorosa palla del pareggio capitava sui piedi di Barreto, ma l’ex Udinese sciupava tutto, mandando alto, e sancendo così di fatto la vittoria esterna del Bari.
Che giungeva, come detto, dopo quasi tre mesi ed era la prima assoluta stagionale.
Tre mesi di sofferenze e di agonia, che non si può pensare possano essere cancellati da questa significativa, ma sofferta vittoria.
Da qualche parte, tuttavia, bisognava pur iniziare.
E questa vittoria ha la sua importanza.
Anche se più per il morale e la psiche, che per la classifica fine a se stessa.
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