Primo clic day del decreto flussi 2007

Gianpietro Occhiofino

Occhio al mercato nero del permesso di soggiorno

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Oggi è il primo “clic day”. Dalle otto di questa mattina, infatti, per chi vuole assumere un lavoratore extracomunitario con il decreto flussi 2007 scatta la corsa alle quote. Ma quest’anno fortunatamente non ci sarà nessuna fila alle poste. Tutta la procedura è gratuita e si svolge attraverso internet.

Sono molti i patronati abilitati a raccogliere le domande. Tra il primo e il cinque dicembre, 110.374 utenti si sono registrati sul sito del Ministero dell’Interno (www.interno.it).
I moduli scaricati sono stati 109.333:
oltre 65.000 per l’assunzione di domestici, 21.000 per lavoro subordinato, 700 per la conversione dei permessi di soggiorno. Il decreto flussi 2007 ripartisce 155.900 quote a livello territoriale. I restanti posti, 12.600, invece, rimangono inseriti nella cosiddetta “ riserva nazionale”.

Dal Viminale fanno sapere che il decreto sarà valido per sei mesi. In pratica, tutte le domande, consegnate entro il 30 maggio 2008, potranno essere accolte se, per la nazionalità e le categorie richieste, ci saranno ancora posti disponibili. Al primo dei “clic day” seguiranno altre due giornate fondamentali, il 18 e 21 dicembre.

C’è da sottolineare, per l’importanza del fatto, la totale gratuità del servizio offerto dai patronati. In pratica, recandosi presso una delle strutture abilitate, il lavoratore extracomunitario non dovrà versare alcun importo perché la domanda venga compilata.
E’ di questi giorni la notizia dell’esistenza di un vero e proprio “mercato nero del permesso di soggiorno”. In alcune città persone, che si spacciano mediatori culturali, offrono “posti sicuri” per accedere al decreto flussi. In compenso, questi speculatori chiedono fino a 16.000 euro.

Qui a Bari è possibile compilare il modulo per la richiesta del permesso di soggiorno, presso diversi patronati. Fra questi citiamo Lo sportello dei diritti in via Michele De Napoli, le Acli sull’extramurale Capruzzi e la Cgil in via Mario Pagano. Il tutto, chiaramente, senza alcun onere.

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