Bentornata Accademia
Qualche anno di “esilio” nella stupenda struttura di Mola e poi, finalmente, Bari può riprendersi la sua prestigiosa scuola
L’Accademia di Belle Arti di Bari fu istituita nel novembre del 1970, con i corsi di pittura, scultura e scenografia, ai quali successivamente si aggiunse quello di decorazione. In ben sette lustri ha avuto uno sviluppo notevole, con una popolazione studentesca giunta a circa 500 unità. Di particolare interesse le materie complementari che integrano l’ampio ventaglio delle attività didattiche fondamentali, consentendo agli allievi conoscenze specifiche in importanti settori operativi: fotografia, design, arredamento, architettura, restauro. Significativo l’impegno che l’Accademia ha svolto e continua a svolgere interagendo con le istituzioni del territorio: un valido esempio, questo, di come arte e cultura debbano coniugarsi con i vari segmenti del sociale, nell’interesse primario delle nuove leve.
Tanti i giovani diplomati affermatisi e, quindi, meritoriamente inseriti nella realtà artistica nazionale, nella scuola e in altre accademie: una presenza pugliese motivata e consapevole di fornire un contributo irrinunciabile all’intenso dibattito nel panorama dell’arte e della cultura. Non pochi maestri che hanno lasciato un segno indelebile con l’insegnamento appassionato: fra gli altri lo scenografo Pietro Zuffi, gli scultori Amerigo Tot e Francesco Somaini, i pittori Augusto De Rose e Mimmo Conenna oltre al pittore Roberto De Robertis al quale va riconosciuto l’inizale sforzo, condiviso con il commissario governativo On. Antonio La Forgia, nella fase di impianto dell’Accademia barese.
Durante il periodo di esilio da Bari la sede didattica dell’Accademia è stata presso il Monastero di Santa Chiara a Mola di Bari. Il monastero fu costruito dal 1723 al 1783 su progetto dell’Architetto Vito Valentino di Bitonto. Intervennero successivamente gli architetti Giuseppe Maria Sforza e Vincenzo Ruffo. Quest’ultimo, architetto e trattatista, attivo nella Reggia di Caserta con i Vanvitelli, eseguì il progetto della Chiesa di Santa Chiara, costruita nel 1788, secondo modalità e tipologie molto vicine alla Cappella della Reggia di Caserta, a sua volta mediata dagli esempi della Reggia di Versailles. Per il Ruffo l’architettura e il bello devono seguire i seguenti principi: unità, semplicità, chiarezza, simmetria, ordine.
E oggi il rientro ufficiale a Bari, in via Re David 189, una szona non distante dalla vecchia sede dell’Accademia, senza tuttavia abbandonare, per la didattica e la ricerca, la bellisima location di Mola di Bari. Fra i nomi che oggi fanno grande l’Accademia, ricordiamo per tutti quello di Rita Faure, una delle più grandi costumiste e storiche del costume teatrale che l’Italia possa vantare. E fra i nomi del passato recente, quello di un amico carissimo di Barilive.it, il Maestro Antonio Bibbò, scultore e pittore raffinato ed emozionante.
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