Il vento del Cambiamento spira verso sud

Antonella Ardito

Dal 2005 segnali di ripresa da sostenere con la forza di tutti gli attori sociali

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Due sedie “rivoltate” una sull’altra, rosse e blu, nella stessa nuance dei matitoni che una volta si usavano a scuola: è la copertina di Le sfide del cambiamento. I sistemi produttivi nell’Italia e nel Mezzogiorno d’oggi (Donzelli), il libro che Gianfranco Viesti, presidente di ARTI Puglia ed economista di fama ha curato e presentato ieri sera alla Laterza. Un incontro che, complice la presenza in libreria del sociologo Franco Cassano, di docenti e imprenditori, non si è  focalizzato solo sull’aspetto economico, ma ha preso in considerazione una serie di problemi che riguardano anche il vissuto quotidiano delle persone: ospiti il Governatore Nichi Vendola e Ignazio Visco. Nessuna parentela con Vincenzo, vice ministro dell’economia, ma egli è vice direttore generale di Bankitalia e in passato è stato dirigente del dipartimento Economia dell’OCSE. Alessandro Laterza nel ruolo di padrone di casa e di presidente di Confindustria Bari ha introdotto il testo, prodotto grazie alla collaborazione di esperti di analisi dell’economia italiana con il Dipartimento della Funzione Pubblica e Sviluppo Italia: “nel nostro sud gli ultimi due anni hanno visto sintomi positivi di ripresa e momenti d’ombra, e qui si descrivono i più importanti sistemi pugliesi, mettendo in risalto le potenzialità del settore manifatturiero o del turismo ma anche il buco nero dell’export.”
Un’analisi di casi che punta, secondo Visco, “a guardare al Mezzogiorno in un’ottica di confronto internazionale, come Viesti da sempre chiede. Nel libro si raccontano varie storie di successo, ma anche tanti insuccessi: a partire dal 1992 ci sono stati una serie di shocks, con la ritirata dei sistemi bancari da questa porzione di Italia e l’arresto degli incentivi della Cassa del Mezzogiorno, unitamente alle privatizzazioni. Poi è arrivata l’apertura dei mercati con i colossi Cina e India, la diffusione dell’informatizzazione e il cambiamento demografico che in Italia ha comportato costi per la finanza pubblica, una modifica dei prodotti e l’utilizzo di nuove tecnologie”. Il risultato lo abbiamo ancora sotto gli occhi, un sud indietro rispetto ad un sistema paese che a sua volta è indietrissimo rispetto al Sistema Mondo. Serve quindi cambiare le strategie, investire nell’informatizzazione spinta e nelle tecnologie di alto livello per la commercializzazione: mica semplice in un paese, e ancora di più da noi, dove le imprese hanno carattere medio-piccolo e ogni passo da fare costa il triplo delle forze e del coraggio.

L’internazionalizzazione è l’unica via perseguibile, ma servono infrastrutture, formazione, e una pubblica amministrazione al servizio del bene comune e non asservita al parastato: “dal 1991 ad oggi 170 amministrazioni comunali sono state sciolte per infiltrazione mafiosa” ha sottolineato Ignazio Visco, solo tre riguardano regioni non del sud”. A questo dato però Nichi Vendola ha voluto prontamente rispondere: “nel biennio 94-95 nove consigli comunali sono decaduti in Puglia per questo motivo, è un fenomeno residuale e sono certo che la densità mafiosa è molto più penetrante in Lombardia che non da noi”. Vendola non nega che il narcotraffico e l’usura siano fenomeni di Mafia inesistenti nel nostro territorio, ma getta un seme di speranza che guarda soprattutto ai più giovani: “staccheremo presto il Biglietto di ritorno di Bollenti Spiriti e abbiamo registrato una crescita occupazionale nel 2006 del 2.8% a fronte della media italiana dell’1.9%, ma sappiamo che c’è ancora da fare. Questo sarà possibile se il localismo sarà virtuoso, se avrò la possibilità di mettere a posto le dighe nel subappenino dauno senza essere continuamente bloccato, se potrò finalmente programmare non come si è fatto in passato in funzione delle scadenze elettorali, ma dello sviluppo globale della Puglia”.
Ma per fare questo non basta la politica, che comunque muove le cose: serve un Mezzogiorno che guarda a se stesso con freschezza, con fiducia, progetti e coraggio, come ha più volte sottolineato Gianfranco Viesti. Un sud che non fa il verso al Nord ma che propone la sua diversità, la sua bellezza, la sua voglia matta di far bene come risorsa di crescita per l’Italia intera.

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Commenti

  • francescostolfa (utente non verificato)

    Quindi per lo sviluppo del Sud è essenziale il ruolo degli enti locali. Ma i Sindaci sanno quello che potrebbero fare? Nisciuno casce ‘mparato. Bisogna formare anche gli amministratori